Visite dei familiari ai malati ricoverati, Corbelli (Diritti Civili): “Riaprire subito le porte degli ospedali"

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images Visite dei familiari ai malati ricoverati, Corbelli (Diritti Civili): “Riaprire subito le porte degli ospedali"
Franco Corbelli (Movimento Diritti Civili)

Continuano i drammi e le segnalazioni a Diritti Civili di malati (non Covid) gravi che non possono incontrare i loro congiunti

  05 luglio 2021 16:03

“Basta con questa crudeltà inaudita! Riaprire subito le porte degli ospedali per le visite dei familiari ai malati, così come prevede anche la proposta di legge del consigliere Graziano Di Natale approvata, recentemente, all’unanimità, dal Consiglio regionale. Continuano i drammi e le segnalazioni a Diritti Civili di malati (non Covid) gravi che non possono incontrare i loro congiunti”! E’ quanto afferma, e denuncia anche in un nuovo video sulla sua pagina Fb, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da molto tempo impegnato, anche, per questa emergenza.

“Chiedo che questa legge regionale  venga adesso resa immediatamente esecutiva perché il dramma dei poveri malati e dei loro familiari che non possono incontrarsi prosegue purtroppo ininterrottamente giorno per giorno, minuto per minuto e sono tante le segnalazioni e telefonate che Diritti Civili continua a ricevere, da parte di persone, giustamente angosciate, che, con grande dignità, raccontano le loro drammatiche storie che per rispetto della loro privacy non citiamo -  dichiara Corbelli. Dico solo che sono, in alcuni casi, malati (non Covid) oncologici gravi che non possono incontrare i loro congiunti. Una mamma nonostante abbia fatto il tampone non può vedere il figlio malato di tumore! C’è chi per avere anche solo delle informazioni del proprio congiunto è costretto a chiamare i carabinieri! Per questo è assolutamente urgente rendere subito operativa questa legge, appena approvata e consentire le visite ai malati in ospedale, nel rispetto naturalmente di tutti i protocolli di sicurezza previsti. E’ un fatto di umanità e di civiltà. Bisogna cancellare questa disumanità dei malati che addirittura, a volte, muoiono senza avere accanto nemmeno un loro familiare, neppure uno! Questa crudeltà va, di nuovo, subito eliminata. In questo momento si possono consentire le visite ai malati perché per fortuna la pandemia è sotto controllo e la scarsa circolazione del virus non desta eccessiva preoccupazione. Non bisogna assolutamente abbassare la guardia ma senza penalizzare ulteriormente e far soffrire di più i malati, anche per le mancate visite dei loro parenti".

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"Ricordo che un anno fa, dopo una lunga, solitaria battaglia e decine di migliaia di adesioni raccolte con una incessante campagna sulla pagina Fb di Diritti Civili, ero riuscito, nel mese di settembre, a far riaprire le porte dell’ospedale ai parenti dei malati. Avevamo vinto un’importante battaglia di Civiltà, di straordinario valore umano. Per tre giorni la settimana, per un’ora infatti, erano consentite le visite ai pazienti ricoverati.  I familiari potevano difatti, su formale richiesta e regolare autorizzazione delle autorità sanitarie, vedere i loro congiunti ricoverati tre volte la settimana, per un’ora la volta (a loro scelta in uno dei due orari previsti, a mezzogiorno o il pomeriggio) e a giorni alterni(martedì, giovedì e sabato, quelli che vengono indicati nel modello predisposto, come nel caso, ad esempio, dell’ospedale Annunziata di Cosenza). Poi purtroppo con l’arrivo dell’inverno e della nuova, violenta ondata pandemica, - conclude - queste visite erano state di nuovo sospese. Oggi ci sono le condizioni per ripristinarle queste visite ai pazienti critici. Per questo chiedo che non si perda più tempo. Ogni giorno che passa è una sofferenza per tanti poveri malati e i loro familiari. Bisogna subito riaprire le porte degli ospedali ai parenti dei malati”.

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