
Il 10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale, intendiamo portare la salute mentale là dove
i ragazzi trascorrono una parte importante della loro vita: a scuola.
Da questa idea è nata l’iniziativa “Voci che contano”, che si terrà al Polo Tecnico Professionale
Grimaldi–Pacioli–Petrucci–Ferraris–Maresca di Catanzaro.
Il tema della Giornata Mondiale 2026 — “Esperienze vissute ascoltate: voci reali, cambiamento
reale” — ci consegna una responsabilità: non basta permettere alle persone di raccontarsi. Occorre
creare le condizioni perché quelle voci trovino qualcuno disposto ad ascoltarle e perché
dall’ascolto possano nascere relazioni, consapevolezza e possibilità concrete di aiuto.
La salute mentale dei giovani riguarda tutti noi.
Non sempre il disagio riesce a trovare le parole. Può nascondersi dietro un silenzio, l’isolamento,
la rabbia, un cambiamento nel comportamento, la paura di essere giudicati. E proprio riuscire a
raccontare ciò che si sta vivendo, sapendo di poter essere accolti senza giudizio, può rappresentare
il primo passo per chiedere aiuto.
Per questo le parole RACCONTARE, ASCOLTARE, COMPRENDERE, CHIEDERE AIUTO, saranno il filo
della mattinata.
Con Domenico Dara parleremo delle parole che ci aiutano a raccontare ciò che viviamo. Con
Francesca Noemi Pia Carello parleremo di quando le parole fanno male, del bullismo e
dell’esclusione, ma anche della responsabilità che ciascuno di noi ha nelle parole che sceglie per
rivolgersi all’altro. Con lo psicoterapeuta Gaetano Foresta proveremo a comprendere anche quel
disagio che non sempre si vede. Con Michele Rossi, Direttore del DSMD dell’ASP di Catanzaro,
arriveremo alla domanda più concreta: “Se io, o un mio amico, abbiamo bisogno di aiuto, a chi
possiamo rivolgerci?”
Ma soprattutto vogliamo ascoltare i ragazzi.
Perché dietro una domanda, un silenzio, un cambiamento o anche una provocazione può esserci
qualcosa che un ragazzo sta cercando di dire. E ad accorgersene non spetta solo all’adulto, ma
anche al compagno di classe o all’amico.
Le parole, soprattutto tra ragazzi, possono avvicinare oppure ferire, far sentire accolti oppure
ancora più soli. Imparare ad ascoltare significa anche imparare ad avere cura delle parole che
scegliamo per gli altri, perché ciò che per qualcuno è soltanto una battuta può pesare
profondamente su chi sta già attraversando un momento di fragilità.
Tutti i partecipanti potranno fare domande, intervenire e raccontare il proprio punto di vista. E chi
non se la sentirà di parlare davanti agli altri potrà affidare, anche anonimamente, una domanda, un
bisogno o una speranza alla nostra “scatola delle domande”.
Perché anche una domanda che non si ha il coraggio di pronunciare ad alta voce merita di essere
ascoltata.
Voci che contano nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Arnoldo Folino, la Consulta per la
Salute Mentale del DSMD dell’ASP di Catanzaro e il CASM, con l’obiettivo di creare un ponte tra
ragazzi, famiglie, scuola, professionisti, servizi, associazioni e comunità.
Un ringraziamento particolare va ad Aurelia Ramundo, Presidente della Fondazione Arnoldo Folino,
che ha fortemente creduto nel progetto dando un contributo importante e concreto alla sua
realizzazione; alla Consulta per la Salute Mentale, che ha pienamente accolto la proposta; alla
Dirigente Elisabetta Zaccone e alla comunità scolastica, che hanno aperto le porte a questo
percorso.
Un riconoscimento va anche al CASM e al percorso che, sotto la presidenza di Rita Ciciarello, oggi
anche Presidente del CSV Calabria Centro, sta portando avanti per rafforzare il ruolo delle
associazioni e del volontariato nelle politiche territoriali e dare concretezza alla prospettiva
dell’amministrazione condivisa: una strada nella quale crediamo fortemente.
Collaborare non significa rinunciare alla funzione critica. Partecipare non significa sostituirsi alle
istituzioni. Significa portare bisogni, esperienza e competenze nei luoghi nei quali le risposte
vengono pensate, realizzate e poi anche verificate.
Anche Voci che contano nasce da questa cultura: persone e realtà diverse che mettono insieme
competenze, responsabilità e risorse per raggiungere un obiettivo comune.
Il 10 ottobre, inoltre, le voci e le domande dei ragazzi di Catanzaro si uniranno idealmente,
attraverso il Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale, a quelle delle comunità che in
tutta Italia si incontreranno per affermare il valore della salute mentale, dei diritti, della
partecipazione e del contrasto allo stigma.
Perché la salute mentale riguarda tutti, in ogni fase della vita e in ogni condizione sociale. Ma
riguarda ciascuno in modo diverso, con la propria storia, le proprie fragilità e, qualche volta, con
parole che fanno fatica a venire fuori.
È da qui che vogliamo partire: creare uno spazio nel quale quelle parole possano trovare ascolto.
Perché Voci che contano non è soltanto il titolo che abbiamo scelto.
È ciò in cui crediamo: ogni voce conta. Anche quella che fa più fatica a farsi sentire.
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