
di VITTORIO PIO
Chi ha seguito il Jova Summer Party di Catanzaro avrà probabilmente notato, dentro una giornata costruita sull’alternanza di linguaggi molto diversi, la presenza di Davide Ambrogio. Il musicista reggino ha portato sul palco una performance intensa, quasi catartica, nella quale voce, percussioni e materia sonora mettevano in relazione una matrice arcaica con il contesto dichiaratamente pop della giornata. Un intervento breve ma sufficiente per confermare la personalità di un artista che sulla tradizione ha costruito un lavoro di ricerca tutt’altro che conservativo.
Pochi giorni dopo quell’apparizione, Ambrogio torna nel luogo dal quale buona parte della sua ricerca è partita. Dal 26 al 29 agosto Cataforìo, frazione di Reggio Calabria ai piedi dell’Aspromonte dove è cresciuto, ospita la seconda edizione di Voci in Aspromonte – Incontri, canti e musiche in festa, quest’anno raccolta sotto il titolo Semi. Un progetto ideato nell’ambito di Voci in ascolto, che mette al centro il canto di tradizione orale non come reperto da conservare ma come pratica ancora capace di produrre relazioni, conoscenza e nuova musica.
La struttura stessa delle quattro giornate chiarisce l’impostazione. Ogni data corrisponde a un diverso “seme”: della terra, della memoria, del luogo e della comunità. Non dunque un festival organizzato esclusivamente intorno ai concerti, ma un percorso che utilizza musica, cammino, racconto e incontro come strumenti complementari.
A rafforzare questa impostazione c’è anche un’attività specificamente dedicata alla ricerca e alla trasmissione dei saperi. L’edizione 2026 ha infatti previsto una call Under 35 con due borse destinate a giovani ricercatori in ambito demoetnoantropologico, all’interno di una residenza curata dallo stesso Ambrogio. La ricerca sul campo diventa così parte integrante del festival, insieme alla memoria orale e al coinvolgimento delle nuove generazioni.
Si comincia mercoledì 26 agosto con la presentazione del progetto Banca dei Semi della Valle del Sant’Agata, mentre in serata è prevista una Notte a Ballu curata dal gruppo folk Gli Agatini. Il 27 agosto sarà invece dedicato alla memoria, con una guida sonora di Motta Sant’Agata insieme a Valeria Varà e Orlando Sorgonà.
Particolarmente articolata la giornata del 28 agosto. Nel pomeriggio una camminata condotta da Luigi Scopelliti porterà da Cataforìo verso Candidotini; successivamente Danilo Gatto, musicista e ricercatore da tempo impegnato nello studio delle tradizioni musicali calabresi, presenterà il volume Cardeto, Mammola, Cinquefrondi 1954, dedicato alle storiche rilevazioni sul campo condotte in Calabria da Alan Lomax e Diego Carpitella.

Danilo Gatto
Nel 1954 Lomax e Carpitella attraversarono la Calabria registrando sul campo canti, voci e repertori della tradizione orale, insieme ai contesti sociali nei quali quella musica viveva. Quel lavoro costituisce ancora oggi una delle documentazioni fondamentali per comprendere la cultura musicale popolare calabrese.
Alle 22 il concerto L’anno più felice della mia vita, con Enza Pagliara, Dario Muci, Alessia Tondo e Davide Ambrogio, riunirà quattro interpreti che hanno affrontato la musica popolare meridionale attraverso sensibilità differenti, senza limitarla alla riproduzione di formule consolidate. Il progetto nasce proprio dal confronto con le raccolte italiane realizzate da Lomax negli anni Cinquanta e ne rilegge il patrimonio attraverso canto polifonico e arrangiamenti essenziali.

Enza Pagliara e Dario Muci
n questo quadro assume un peso particolare la presenza di Enza Pagliara e Dario Muci, da anni tra le figure più autorevoli nella ricerca e nella reinterpretazione delle tradizioni musicali del Salento. Il loro lavoro parte dall’ascolto diretto dei cantori e delle fonti orali, ma evita qualsiasi approccio museale: repertorio popolare, ricerca sul campo e sensibilità contemporanea convivono in una pratica musicale che presenta diversi punti di contatto con quella sviluppata da Ambrogio. La loro presenza rende quindi il concerto del 28 uno degli appuntamenti centrali dell’intera rassegna.
La conclusione, sabato 29 agosto, sarà affidata al tema della comunità: prima l’incontro Radici per cambiare, con Nido di Seta e We’re South, quindi dalle 22 la musica de I Suonatori di Cataforìo insieme alle Voci in Aspromonte.
Davide Ambrogio, classe 1990, ha fatto della cultura orale aspromontana il punto di partenza di un linguaggio personale nel quale convivono canto, strumenti tradizionali, percussioni ed elettronica. Il suo primo album Evocazioni e Invocazioni aveva già ottenuto attenzione internazionale, fino al riconoscimento “Top of the World” della rivista britannica Songlines; il successivo Mater Nullius ha ulteriormente spostato quella ricerca verso una dimensione contemporanea, fisica e rituale.
Voci in Aspromonte rappresenta in qualche modo l’altra faccia dello stesso percorso: non portare semplicemente la tradizione sopra un palco, ma tornare nei luoghi nei quali quella tradizione ha ancora una funzione. A Cataforìo la musica resta centrale, ma viene ricollocata dentro il sistema di relazioni, luoghi e testimonianze dal quale proviene.
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