A Rende la politica calabrese si interroga sul futuro dell’area moderata

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  11 settembre 2026 08:08

di GIOVANNA BERGANTIN

Una sala attenta e partecipe ha fatto da cornice, ieri pomeriggio, all’incontro politico “Ragioni di Centro”, l’iniziativa promossa dal movimento Noi di Centro, guidato dal segretario nazionale Clemente Mastella, che ha chiamato a raccolta rappresentanti istituzionali e amministratori del territorio per riflettere sul ruolo e sulle prospettive dell’area moderata nel panorama politico odierno.

A moderare i lavori è stato il direttore de La Novità Online, Pasquale Motta, che ha letto il contributo del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, assente per impegni istituzionali. Nel suo messaggio, Fiorita ha richiamato la necessità di difendere la democrazia e l’europeismo dei padri fondatori, denunciando i rischi degli estremismi che avanzano in Europa. «Difendere la Costituzione e costruire un centro forte nel centrosinistra è oggi decisivo», ha scritto, indicando nel centro politico «l’elemento che può rendere credibile un’alternativa alle destre populiste».

A fare i saluti istituzionali è stato l’On. Sandro Principe, sindaco di Rende, che ha richiamato la sua lunga esperienza nella Prima Repubblica. «Io faccio parte di una vecchia scuola, sono della Prima Repubblica», ha esordito, salutando la presenza di Clemente Mastella e della signora Mastella e ricordando come quella stagione politica abbia ereditato un Paese uscito dal dopoguerra e lo abbia portato a essere la quarta potenza mondiale.Principe ha poi rilanciato a Mastella un interrogativo che ha catturato la platea: «Se ci fosse stata la cultura della Prima Repubblica, un antico centrosinistra avrebbe parlato con Putin per trovare una soluzione alla situazione odierna?». Un passaggio che gli ha consentito di allargare il ragionamento alla dimensione internazionale: «Nella geopolitica si confrontano gli Stati, senza la pretesa di dare giudizi sui sistemi». Da qui la critica alla vaghezza che, a suo giudizio, caratterizza oggi il campo progressista: «Sono d’accordo che una coalizione deve partire da un programma, ma il problema non è il programma: è costituire un’alleanza riformista che contenda il potere al centrodestra». Principe ha definito la fase «molto difficile», sottolineando la necessità di una scossa politica: «Noi siamo per partire dai programmi e vorremmo dare un contributo per far tornare in auge ciò che l’Italia ha perso».

Poi l’appello al PD: «Non si costruisce un’alleanza facendo 3+1: serve una posizione chiara.» E ha indicato la strada: «Dobbiamo costituire una rete riformista che si contrapponga al centrodestra. Noi siamo pronti se qualcuno riesce a smuovere le cose». In chiusura, Principe ha delineato l’architettura politica che ritiene necessaria per il Paese: «Abbiamo bisogno di un governo stabile, in cui ci sia un centro di ispirazione cattolica e una sinistra più moderata, la sinistra riformista di cultura socialdemocratica».

Anche Franz Caruso, sindaco di Cosenza, ha riportato la platea alla memoria della Prima Repubblica, più volte evocata nel corso dell’incontro. Lo ha fatto con un riferimento personale, ricordando «la politica delle sezioni, quando avevamo i calzoncini corti», un tempo in cui – ha sottolineato – la partecipazione era radicata e la cultura politica rappresentava un punto fermo. Da questa immagine generazionale, Caruso ha tratto una lettura severa della situazione attuale, denunciando la mancanza di riferimenti culturali e di una visione capace di orientare l’azione pubblica: «Oggi non ci sono punti forti di riferimento: manca programmazione, manca tensione politica», ha affermato, criticando «la genuflessione ai personaggi potenti di turno» e l’assenza di una linea chiara «sia a destra che a sinistra».

Il sindaco ha poi spostato l’attenzione sul tema dell’astensionismo indicando la necessità di parlare ai cittadini con misure concrete: «Non convinceremo l’astensionismo solo con le battaglie per i diritti civili, pur nobilissime: servono risposte alle famiglie, sul lavoro, sullo sviluppo, sull’integrazione, sugli investimenti».Caruso ha rivendicato la tradizione del socialismo umanitario, che ha definito la matrice della sua formazione politica: «Bisogna tornare ai provvedimenti che toccano il cuore della gente: quei diritti sociali che hanno caratterizzato i valori del mio partito».Infine, ha richiamato la sua esperienza amministrativa alla guida della città dei Bruzi come esempio di stabilità e concretezza rivendicando il lavoro svolto e la necessità di una politica che sappia unire visione e capacità di governo.

A chiudere i lavori è stato Clemente Mastella, segretario nazionale di Noi di Centro, che ha raccolto le sollecitazioni dei sindaci e rilanciato una proposta politica chiara e strutturata. «La non autosufficienza della sinistra è un dato storico: senza il centro non si vince», ha affermato, ricordando che «l’ultima vittoria del centrosinistra è stata nel 2006 con Prodi». Mastella ha invitato il centro a chiedere pari dignità nella coalizione progressista, rivendicando il ruolo dei moderati nella costruzione di un’alternativa credibile. Ha poi indicato i temi su cui fondare una piattaforma comune e ha rilanciato la prospettiva nazionale del movimento: «Dalla Calabria parte la nostra proposta per un patto», ha detto, annunciando un organigramma strutturato di uomini e donne pronti a contribuire.

La proposta di Mastella, accolta con interesse dagli amministratori presenti, si è configurata come un invito esplicito ai sindaci del centrosinistra a costruire una forza comune, pur nelle diverse sensibilità, capace di contrastare le destre odierne. Nel suo intervento, il segretario ha offerto una disamina del panorama politico nazionale, sottolineando la necessità di un centro riformista che torni a essere determinante nei processi decisionali e nelle dinamiche di governo. L’incontro ha segnato un passaggio significativo nel percorso di ridefinizione del centro politico: un tentativo di ricomporre sensibilità diverse e rilanciare un progetto fondato su competenza amministrativa, dialogo istituzionale e attenzione ai bisogni reali dei cittadini.