
Ci sono serate che vanno oltre la semplice presentazione di un libro. Serate che diventano occasioni per fermarsi, ascoltare, riflettere e interrogarsi. È stato questo il senso dell’incontro ospitato questa sera dalla Biblioteca Comunale di Aiello Calabro, in occasione della presentazione di “Un’altra pelle” di Antonio Anastasi, dedicato alla scelta di Salvatore Cortese di rompere il silenzio e spezzare il muro dell’omertà.
A raccontare il significato dell’appuntamento è stato il sindaco di Aiello Calabro, che ha scelto di intervenire in prima persona, sottolineando il valore che questi momenti possono avere nella crescita della comunità.
"Ieri sera – ha detto il sindaco – abbiamo avuto la possibilità di parlare di un libro, ma soprattutto abbiamo avuto la possibilità di parlare di persone, di scelte e di coraggio. E credo che sia proprio questo il compito più importante della cultura: non limitarsi a trasmettere conoscenza, ma riuscire a farci porre delle domande". Un passaggio particolarmente sentito è stato quello dedicato al rapporto tra conoscenza e cambiamento. "Nel mio intervento ho voluto rimarcare quanto siano importanti questi appuntamenti per Aiello Calabro. Abbiamo bisogno di occasioni che ci permettano di incontrarci, confrontarci e soprattutto di acquisire una nuova conoscenza. Perché una nuova conoscenza deve diventare nuova cultura. E una nuova cultura deve tradursi in maggiore consapevolezza".
Il sindaco ha quindi posto l’accento sul valore della Biblioteca Comunale come luogo aperto alla comunità. "La nostra Biblioteca deve essere sempre più un luogo vivo. Un luogo dove incontrarsi, dove discutere, dove ascoltare storie e testimonianze, dove anche i nostri ragazzi possano trovare stimoli e strumenti per comprendere meglio la realtà che li circonda. Investire nella cultura significa investire nelle persone e nel futuro della nostra comunità".
Al centro della riflessione anche il tema della legalità, affrontato attraverso la vicenda raccontata nel libro.
"La storia di Salvatore Cortese ci ricorda che scegliere di parlare non è mai semplice. Rompere il silenzio richiede coraggio. Ma quel coraggio può diventare un esempio e può aiutare un’intera comunità a riflettere. Per questo credo sia importante continuare a raccontare queste storie, soprattutto ai giovani".
Un messaggio che il sindaco ha voluto legare direttamente alla responsabilità delle istituzioni e della comunità. "Come istituzioni abbiamo il dovere di creare spazi nei quali questi temi possano essere affrontati senza paura, con serietà e con la libertà del confronto. Ma abbiamo anche il dovere di far capire che la legalità non è soltanto una parola da pronunciare nelle occasioni ufficiali: è una scelta quotidiana, è rispetto delle regole, è rispetto degli altri, è responsabilità". Durante la serata non è mancato un riferimento al ruolo delle nuove generazioni.
"Se vogliamo costruire una comunità più forte, dobbiamo partire dalla capacità di trasmettere ai nostri ragazzi il valore delle scelte. Dobbiamo insegnare loro che davanti alle difficoltà non bisogna necessariamente scegliere la strada più semplice, ma quella giusta. E che il coraggio, anche quando costa, può cambiare le cose".
Un momento particolarmente significativo è stato rappresentato dalla presenza della Procuratrice Marisa Manzini, alla quale il Sindaco ha rivolto un sentito ringraziamento.
"Ringrazio di cuore la Procuratrice Marisa Manzini per aver voluto condividere con noi questa serata e per il prezioso contributo che ha saputo offrire. La sua presenza rappresenta per la nostra comunità un’importante occasione di ascolto e di crescita".
Un ringraziamento è stato rivolto anche al professore Giancarlo Costabile e all’autore Antonio Anastasi, per aver contribuito a rendere possibile un confronto così intenso.
"Grazie ad Antonio Anastasi per aver scelto di raccontare questa storia e al professor Giancarlo Costabile per il prezioso contributo al dibattito. E grazie soprattutto a tutte le persone che questa sera hanno scelto di esserci»".
In chiusura, il sindaco ha voluto ribadire una convinzione che rappresenta anche la direzione che l’Amministrazione intende seguire per il futuro.
"Vorrei che Aiello continuasse ad essere un luogo nel quale la cultura non sia soltanto un evento, ma diventi parte integrante della vita della comunità. Perché una comunità che legge, ascolta, si confronta e si interroga è una comunità che cresce. Conoscere significa diventare più consapevoli. E diventare più consapevoli significa essere più liberi. È questo, in fondo, il messaggio che portiamo a casa da una serata come quella di oggi".
La serata si è conclusa con un forte messaggio di partecipazione e responsabilità: la cultura può diventare uno strumento concreto per costruire consapevolezza, rafforzare il senso di comunità e alimentare una cultura della legalità e del coraggio.
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