Al Museo del Presente la mostra “Women for Women against Violence” racconta coraggio e rinascita

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Presentata a Rende il progetto ideato da Donatella Gimigliano con il Consorzio Umanitas ETS

  03 giugno 2026 14:57

di GIOVANNA BERGANTIN

Al centro ci sono le vite di donne che hanno attraversato abusi, malattia e percorsi di cura complessi. “Women for Women against Violence”, il format ideato e prodotto da Donatella Gimigliano con il Consorzio Umanitas ETS, diventa una mostra che raccoglie queste voci in un racconto capace di unire denuncia e rinascita trasformando il coraggio in testimonianza condivisa.

La tappa di Rende nasce dalla sensibilità delle istituzioni locali, che hanno scelto di accogliere un progetto riconosciuto a livello nazionale per il suo valore sociale. L’esposizione, allestita negli spazi del Museo del Presente, è stata presentata nel corso di una conferenza stampa moderata dal giornalista e scrittore Arcangelo Badolati, alla presenza di rappresentanti del mondo istituzionale, associativo e culturale.

Nel suo intervento, Donatella Gimigliano ha ricordato l’origine del progetto, nato dal suo vissuto personale e da anni di impegno nella sensibilizzazione contro la violenza di genere e nella prevenzione oncologica. Un percorso che, come ha sottolineato, ha trasformato un’esperienza intima in un format nazionale capace di dare voce a oltre quaranta protagoniste e di costruire un ponte tra storie individuali e responsabilità collettiva.

Dopo i saluti istituzionali del vicesindaco di Rende Fabio Liparoti, sono intervenuti Veronica Stellato, Assessora alle Attività Produttive, Roberto Sottile, Direttore del Polo Culturale Città di Rende, Nicola Paldino, Presidente BCC Mediocrati, e Francesco Cosentini, Direttore Coldiretti Calabria. Hanno portato il loro contributo anche Gianfranco Filippelli, Presidente LILT Cosenza, ed Elvira Brunelli, Prorettrice UNICAL, sottolineando il valore educativo e preventivo dell’iniziativa.

Nel corso dell’incontro è stato consegnato il premioCamomilla Award, realizzato dall’orafo Michele Affidato, a Matilde Spadafora Lanzino, fondatrice della Fondazione Roberta Lanzino: un riconoscimento che celebra donne e personalità impegnate nella difesa dei diritti e nella sensibilizzazione sui temi della violenza e della malattia.

Particolarmente intensa la testimonianza di tre donne che hanno trasformato il dolore in impegno pubblico. Filomena Lamberti, prima donna in Italia sfregiata con acido solforico, ha raccontato il lungo percorso di ricostruzione, fatto di coraggio e di una determinazione che non si è mai spenta. Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio, ha condiviso la sua storia con una lucidità che restituisce tutta la complessità di ciò che significa sopravvivere alla violenza e continuare a lottare per sé e per gli altri. Katia Villirillo, fondatrice del centro antiviolenza “Libere Donne” di Crotone, ha portato la voce di una madre che nel 2018 ha perso il figlio Giuseppe, ucciso all’interno della struttura: una ferita che non si rimargina, ma che lei ha scelto di trasformare in un impegno quotidiano a sostegno delle donne più fragili.

Le loro parole hanno attraversato la sala con una forza che non lascia indifferenti: non solo testimonianze, ma richiami alla responsabilità collettiva, alla necessità di non voltarsi dall’altra parte, alla possibilità di trasformare anche il dolore più profondo in un atto di resistenza civile.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 3 al 27 giugno 2026, con i seguenti orari di visita: dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00; la domenica dalle 16.00 alle 20.00.


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