Alzheimer, Rsa del Cosentino dovrà restituire 50 mila euro agli eredi di una paziente

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  22 giugno 2026 15:04

Il Tribunale di Castrovillari ha stabilito che una residenza sanitaria assistenziale dovrà restituire circa 50 mila euro agli eredi di una donna affetta da Alzheimer. La decisione nasce dall'annullamento del contratto di ospitalità sottoscritto al momento dell'ingresso della paziente nella struttura.

Secondo quanto evidenziato da Consulcesi & Partners, il giudice ha ritenuto che le condizioni cliniche della donna richiedessero fin dall'inizio un percorso assistenziale caratterizzato da una forte componente sanitaria, riconducibile alle prestazioni previste dai Livelli essenziali di assistenza (Lea). Per questo motivo, il semplice accordo firmato dai familiari non sarebbe stato sufficiente a giustificare l'addebito delle rette.

Il caso riguarda un ricovero avvenuto nel 2019. Sebbene il coinvolgimento dell'azienda sanitaria competente sia arrivato in una fase successiva, il tribunale ha valutato che la necessità di cure integrate fosse già presente al momento dell'ammissione nella struttura. Da qui la decisione di escludere la legittimità delle richieste economiche avanzate anche per il periodo precedente all'intervento dell'ente sanitario.

Dalla sentenza emergono tre aspetti considerati rilevanti dagli esperti legali: il legame inscindibile tra assistenza e trattamento sanitario nei casi più complessi, l'invalidità del contratto di ospitalità come strumento per trasferire i costi alle famiglie e la possibilità di attribuire tali oneri al servizio sanitario pubblico, con il coinvolgimento dell'azienda sanitaria nella copertura delle somme.

La pronuncia si inserisce in un orientamento giurisprudenziale che negli ultimi anni ha trovato conferma anche nelle decisioni della Corte di Cassazione. In particolare, nei casi di Alzheimer e altre forme gravi di demenza, è stato più volte riconosciuto che assistenza e cure sanitarie possono costituire un'unica prestazione, con conseguente copertura pubblica delle spese.

Per Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners, l'elemento più significativo della decisione è rappresentato dalla messa in discussione della validità stessa dei contratti utilizzati per attribuire i costi alle famiglie. Un orientamento che potrebbe avere conseguenze anche su numerose controversie analoghe.

I numeri del fenomeno restano significativi. Secondo le stime di Alzheimer Europe, in Italia le persone affette da demenza superano attualmente 1,4 milioni e potrebbero oltrepassare quota 2,2 milioni entro il 2050. In un contesto in cui le rette delle strutture residenziali possono raggiungere diverse migliaia di euro al mese, l'evoluzione della giurisprudenza assume un interesse crescente per famiglie e caregiver.

 


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