Bracciante travolto e ucciso sulla statale 106: la Procura di Castrovillari dà l'OK al rimpatrio

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Girifalco, 118 Suem
  15 giugno 2021 12:50

La Procura di Castrovillari ha ritenuto sufficiente l’esame esterno cadaverico, senza necessità di disporre eventuali altri accertamenti tecnici irripetibili come l’autopsia, pertanto per il rimpatrio di Kaswon Sisay, il 26enne di origini senegalesi travolto e ucciso da un’auto la sera del 7 giugno sulla statale 106, in contrada Sant'Irene, a Corigliano Rossano, si attende ora il solo nulla osta del Consolato della Repubblica del Gambia. Il feretro da Catania verrà quindi imbarcato in un volo per Dakar e da lì proseguirà verso il Gambia, il piccolo stato all’interno del Senegal, in Africa occidentale, dove attualmente risiede il nucleo familiare.

La salma resta nel frattempo ospitata presso l’obitorio di Rossano; i familiari di Kaswon Sisay, che hanno appreso la tragica notizia all’indomani dall’incidente, si sono affidati a Giuseppe Vacca di Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nel risarcimento di incidenti stradali mortali che ha già assistito i familiari di diverse vittime della statale 106.

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In attesa del nulla osta del Consolato della Repubblica del Gambia, in questi giorni verrà eseguito un primo rito funebre musulmano con il quale molti amici e conoscenti di Kaswon potranno dare il proprio estremo saluto a una persona descritta da tutti di enorme cuore, che ha sempre lavorato duramente in questi anni di permanenza in Italia, come bracciante agricolo.

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Nel frattempo i legali penalisti e periti fiduciari di Giesse, esperti nella ricostruzione di questa particolare tipologia di dinamica di sinistro stradale, sono già al lavoro per chiarire i primi aspetti legati all’incidente, in attesa che la Procura disponga una eventuale perizia.

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“Anche il giorno dell’incidente Kaswon aveva trascorso una lunga e durissima giornata nei campi – sottolinea Mary Paolella di Giesse Lamezia Terme – Purtroppo tutto l’impegno nella ricerca di un futuro più dignitoso per sé e i propri cari è stato vanificato in pochi secondi da questo evento che, con solo un pizzico di cautela in più, si sarebbe potuto evitare. Abbiamo promesso ai familiari che daremo loro giustizia per questa morte tanto ingiusta, Kaswon era una bravissima persona e aveva ancora tutta la vita davanti, faremo valere a pieno ogni suo diritto. Attraverso i nostri referenti con il Consolato stiamo espletando nei tempi più rapidi possibili ogni incombenza per permettere alla salma di fare rientro nella propria terra, al cospetto dei propri cari che la attendono con enorme sofferenza”.

Kaswon Sisay era sbarcato per la prima volta il Italia nell’ottobre del 2013, all’età di soli 18 anni, dopo un complicatissimo viaggio che lo aveva portato a fuggire da una situazione di estrema povertà in aiuto alla sua numerosa famiglia, con la mamma rimasta vedova e 8 fratelli.

Ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, ha vissuto per alcuni anni nel Campo accoglienza di Crotone. Dal 2015 si spostava stagionalmente a Rossano-Corigliano per lavorare nei campi, ospitato da altri ragazzi senegalesi e gambiani che lavorano anch’essi nei terreni della zona, i quali aspettano ora di poterlo salutare un’ultima volta nella cerimonia che verrà organizzata nelle prossime ore.

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