
Restano in carcere i due cittadini pachistani arrestati con l’accusa di aver bruciato vivi i quattro braccianti agricoli trovati carbonizzati nella stazione di servizio ad Amendolara, nel Cosentino. Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato da futili motivi. I difensori dei due arrestati, gli avvocati Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, oggi, al termine dell’interrogatorio di garanzia avevano chiesto la revoca della misura cautelare. Il gip del Tribunale di Castrovillari, in tarda serata, ha convalidato il fermo.
I quattro braccianti arsi vivi e i due pachistani vivevano insieme in un appartamento a Villapiana, in provincia di Cosenza. Le vittime sono quattro giovani stranieri (tre afghani e un pachistano): il pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27). Nel minivan erano in sette e solo uno è riuscito a salvarsi: Mohammad Taj Alamyar, afghano di 35 anni, unico sopravvissuto alla strage. L’uomo è riuscito a scappare rompendo il finestrino.
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