"Ci rallegriamo del successo dell'operazione investigativa, che ha permesso di smantellare un'organizzazione dedita allo sfruttamento di esseri umani. Ribadiamo ancora una volta che fino a quando le politiche migratorie e del lavoro in Italia non assicureranno diritti certi per questi lavoratori, il caporalato persisterà, approfittando della condizione di necessità e di estrema precarietà che alcune categorie in particolare sono costrette a fronteggiare".
E' quanto si afferma in una nota del Coordinamento lavoro agricolo dell'Unione sindacale di base della Calabria. "I matrimoni finti, al centro dell'operazione 'Demetra' - è detto nella nota - erano funzionali all'ottenimento di permessi di soggiorno per i nuovi schiavi reclutati dalle aziende, 14 delle quali sequestrate tra la provincia di Matera (12) e quella di Cosenza (2), per un valore di oltre 8 milioni di euro".
"Le responsabilità delle aziende nella piaga dello sfruttamento devono essere - aggiungono - oggetto di maggiore attenzione da parte delle istituzioni, dato che spesso ci si concentra sul caporalato senza considerare che queste figure - i caporali - altro non sono che catene di mediazione tra la domanda e l'offerta. Inoltre la filiera agro-alimentare, subordinata ai diktat della Grande distribuzione organizzata, gioca un ruolo determinante nel generare occasioni di sfruttamento, dato che genera decine di milioni di euro ogni anno, ma massimizza i profitti nel risparmiare sui salari ai lavoratori, oltre che sulla riduzione dei compensi ai produttori locali".
"Più in generale, è l'assenza di diritti - riporta ancora la nota - a porre migliaia di lavoratori stranieri nel mirino di caporali e sfruttatori. Fino a quando il permesso di soggiorno, la patente per un soggiorno regolare in Italia, sarà di arduo ottenimento, nonché vincolato alla 'magnanimità' del datore di lavoro, così come strutturato nel processo di regolarizzazione posto in essere dal governo, i casi di sfruttamento non diminuiranno, e il potere di vita e di morte sui migranti sarà sempre nelle mani di organizzazioni criminali pronte a fare affari con pezzi dell'agroindustria. Ancora una volta, chiediamo con forza diritti e dignità per tutte e tutti".
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