
“In data 5 giugno si è tenuto l'atteso incontro finalizzato alla sottoscrizione dell'Accordo
Decentrato Locale (ADL) presso la Casa Circondariale di Cosenza. In tale sede, mantenendo
una linea di assoluta coerenza con quanto fermamente rappresentato nel corso di tutti i tavoli
propedeutici, il SiNAPPe ha deciso di NON siglare l’accordo – a dichiararlo il Vice
Segretario Regionale Cristina BUSA’.
La nostra Organizzazione Sinadacale non può e non vuole rendersi complice di un
accordo pattizio che non tutela adeguatamente le donne e gli uomini della Polizia
Penitenziaria e che presenta gravissime lacune operative. Firmare un documento di tale
portata avrebbe significato legittimare un sistema penalizzante e privo della necessaria
trasparenza.
Il lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria
- continua il Vice Segretario Regionale SiNAPPe Cristina BUSA’- non è un lavoro come gli
altri: si tratta di una missione delicatissima, intessuta di sacrifici invisibili, iperresponsabilizzazione e una costante pressione psicofisica, vissuta in prima linea per
garantire la sicurezza dello Stato e la legalità all'interno degli istituti e proprio per la
peculiarità e la gravosità di questo servizio, ogni lavoratore ha il sacrosanto diritto di
coltivare legittime aspirazioni di crescita professionale, di poter contare su una
mobilità interna trasparente e su una valorizzazione del merito. Negare queste
prospettive significa spegnere la motivazione di chi indossa con orgoglio questa divisa.
Le ragioni del nostro fermo diniego si articolano su motivazioni imprescindibili che
investono l'intera gestione del personale dell'istituto bruzio, giudicata fortemente lacunosa:
Riteniamo inaccettabile la mancanza di una chiara e definita calendarizzazione della
permanenza del personale nei singoli posti di servizio.
La mancata previsione di un limite temporale nell'incarico lede il principio di
trasparenza e non garantisce la doverosa rotazione.
È impensabile che si possa assistere a situazioni in cui singoli operatori occupino il medesimo
posto di servizio per decenni, in alcuni casi da oltre trent'anni, in totale controtendenza
rispetto allo spirito e alle direttive delle norme anticorruzione e delle linee guida ANAC sulla
rotazione degli incarichi nella Pubblica Amministrazione. Permettere una permanenza
ultradecennale, consentendo di partecipare ripetutamente a interpelli per la stessa identica
posizione, blocca di fatto il turn-over e tarpa le ali alla crescita professionale degli altri
colleghi.
Abbiamo riscontrato l'applicazione di criteri e punteggi legati a requisiti che, all'atto pratico,
non appaiono confacenti né utili alle reali priorità operative e ai compiti istituzionali che la
Polizia Penitenziaria svolge ogni giorno. Al contempo - conclude il Vice Segretario Regional
Cristina BUSA’- si rilevano storture nei criteri di esclusione e l'introduzione di penalizzazioni
che sanzionano il personale anziché incentivarne la mobilità interna su basi meritorie.
Il SiNAPPe non firmerà mai "cambiali in bianco" a discapito dei diritti dei poliziotti
penitenziari. Continueremo a batterci con determinazione in ogni sede opportuna affinché
l’Amministrazione riconosca i diritti, il valore e la dignità del personale della Casa
Circondariale di Cosenza, pretendendo regole scritte chiare, uguali per tutti e realmente
calibrate sulle effettive esigenze di chi lavora in prima linea.
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