Centrale a biomasse, il no del Comitato Emergenza Sanità di Girifalco

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Una centrale a biomasse
  08 ottobre 2019 16:13

di MASSIMO PINNA

No ad una centrale a biomasse a Girifalco. Dopo il no motivato di Legambiente all’ipotesi di realizzare una centrale a biomasse (LEGGI QUI), proposta della Vitale spa presentata al Comune di Girif alco, anche il mondo dell’associazionismo si mobilita contro la centrale. Il comitato Emergenza Sanità che presiede da tempo il territorio, sostituendo di fatto la rappresentanza politica regionale, provinciale e comunale, assenti su molte tematiche, come la sanità e l’ambiente, interviene pubblicamente.

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Per dire “no a questa ipotesi, sarebbe davvero beffardo per i cittadini e questo territorio che dopo lo scampato pericolo della “Battaglina” ci ritrovassimo sotto casa un centrale a biomasse”. Si tenta, così, di creare e sostenere un movimento di consapevolezza, sulla base della costatazione che questo impianto “una volta in funzione, potrebbe produrre sostanze nocive alla salute dei cittadini, oltre a comportare un danno d’immagine che si ripercuoterebbe su tutti i comparti economici della città». «Come si può pensare - prosegue la nota - di costruire un impianto del genere, in una città che vive anche di agricoltura e di turismo?». Il Comitato Emergenza Sanità, insiste nel no alla centrale sottolineando come “l’impianto verrebbe realizzato in un’area agricola non idonea a discapito della vocazione del luogo".

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"L’opera produrrebbe benefìci solo agli investitori che oltre a godere di generosi incentivi statali – evidenzia Luongo - avrebbero a disposizione un impianto che in futuro potrebbe bruciare addirittura combustibile solido secondario e frazione organica stabilizzata. La centrale dovrebbe essere alimentata da biomassa legnosa per svariate tonnellate all’anno. Sarebbe impossibile reperire tale quantità di materiale legnoso nel raggio di 15/20 Km. In più notevole sarebbe l’impatto viario causato dal transito di decine di camion al giorno su una rete viaria inidonea. La combustione genererebbe l’emissione di Cov (composti organici volatili), di diossine, di metalli pesanti (presenti nella massa legnosa), e di particolato ultrasottile le nanopolveri fonte di maggior pericolo per gli esseri viventi umani e non, in quanto talmente piccoli da legarsi alle molecole generando forme tumorali».

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E dire che, solo pochi mesi fa, il Comitato Emergenza aveva lanciato l’allarme tumori a Girifalco, dove si registra un numero impressionante, abnorme, di patologie tumorali, senza contare le leucemie, le sclerosi multiple ed altre malattie indirettamente o direttamente anche legate all’inquinamento.

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