Centrale Mercure, tensione in Consiglio regionale

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  21 gennaio 2025 20:04

Sono arrivati accompagnati dai sindaci dell’area del Pollino, numerosi imprenditori e cittadini, per portare la loro preoccupazione all’attenzione del Consiglio regionale della Calabria, oggi convocato, tra l’altro, per discutere un emendamento del consigliere di opposizione Ferdinando Laghi per ridurre sensibilmente la produzione di energia elettrica – da 35 Mw a 10 Mw – della centrale a biomasse del Mercure.
   

 “Chiudere la centrale – hanno detto rappresentanti delle istituzioni locali e imprenditori del settore – significherebbe perdere decine di posti di lavoro in un territorio montano connotato da una forte crisi economica e occupazionale”. Secondo Giuseppe Lavia, segretario della Cisl di Cosenza, sarebbero a rischio “60 posti diretti e circa mille della filiera dell’attività produttiva più larga, senza alcun rischio per l’ambiente”. Nel dibattito scaturito sulla questione in Consiglio regionale, successivamente alla richiesta del consigliere del Pd Giovanni Muraca di abrogare la proposta di Laghi, è intervenuto il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il quale ha minacciato le dimissioni nel caso in cui cadesse il divieto di “realizzare impianti di produzione energetica alimentati da biomasse nei parchi nazionali e regionali della Calabria con potenza superiore ai 10 Mw”, come indicato dalla legge regionale n. 36 del 2024.

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Occhiuto, nel prosieguo del suo intervento, si è detto disponibile al confronto, ma “nei modi richiesti dal buon funzionamento delle istituzioni e attraverso una richiesta nei luoghi del governo regionale”. “Sono disponibile al confronto – ha sottolineato ancora Occhiuto – ma non disponibile ad alcun cedimento su un principio che ho ritenuto fondamentale in questi tre anni di governo regionale, secondo cui l’ambiente è una risorsa dello sviluppo economico della Calabria. Nell’ipotesi che fosse messa all’ordine del giorno la proposta abrogativa, chiederei alla maggioranza di votare contro, e in caso di risultato diverso significherebbe che questa maggioranza che il Presidente cerca, non è sottoscritta. Entro un’ora io rassegnerei le mie dimissioni da Presidente della Giunta regionale nelle mani del Presidente del Consiglio”. La discussione sul punto si è conclusa con la bocciatura della proposta abrogativa presentata dal consigliere Muraca e con l’abbandono dell’Aula da parte del gruppo consiliare del Pd.

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