Chiude la biblioteca comunale a Pedace: era attiva dal 1968. Lucanto: "Basta con le 'prese in giro'"

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libri
  29 dicembre 2021 11:33

Si conclude l'attività della biblioteca comunale di Pedace, poi confluita dopo la fusione nel comune di Casali del Manco, istituita nel 1968 dall'allora sindaco Rita Pisano e coordinata dall'associazione Biblioteca delle donne.

A darne notizia è la presidente dell'associazione Maria Francesca Lucanto. "Non c'era un accordo scritto - afferma Lucanto - tra noi e l'amministrazione comunale, ma abbiamo sempre operato in tutto questo tempo organizzando eventi culturali e manifestazioni, senza fondi pubblici". Secondo quanto riferito dalla presidente dell'associazione "il primo blitz è stato quello di cambiare la serratura esterna per impedirci di entrare, il secondo quello di trasferire i libri di pregio della biblioteca comunale e quelli della Biblioteca delle Donne Bruzie (tutti scritti da donne del Sud e del Mediterraneo), al piano superiore dello stabile, adibito finora a magazzino comunale. Non ci è dato sapere cosa si inventeranno più".

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Le procedure di gestione della biblioteca di Pedace erano state avviate prima del lockdown, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Cosenza per la catalogazione dei libri e l'inserimento nel circuito nazionale delle biblioteche, poi la pandemia ha sospeso tutto l'iter. Oggi la decisione di smantellare di fatto la biblioteca di Pedace che dovrebbe essere trasferita in altro luogo e i locali destinati ad ospitare un circolo per anziani.

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"Chiediamo - sostengono in una nota diffusa anche sui social dall'associazione - con rabbia la fine di queste 'prese in giro'. Siamo persone per bene, siamo donne intellettualmente corrette e motivate. Vogliamo solo documenti scritti. Noi abbiamo richiesto per iscritto di vedere alcuni atti comunali come: la delibera con cui si è deciso il trasferimento della biblioteca di Pedace ad un'altra destinazione logistica, l'atto con cui i locali della biblioteca sono stati concessi al Circolo Arci, di cui non disconosciamo certo il valore. Vogliamo conoscere - concludono - il regolamento comunale, se esiste, in base al quale si dovrebbero stabilire le regole dell'uso dei locali di proprietà del Comune. La deprivazione culturale in cui l'amministrazione comunale dei Casali del Manco vorrebbe farci precipitare ci offende e offende il nostro territorio ricco di storia e di intelligenze. Ed è una violenza sulle donne"

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