Cimitero internazionale dei migranti a Tarsia. Corbelli sollecita la fine dei lavori

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Il sopralluogo di Franco Corbelli al cantiere di Tarsia

Corbelli interviene dopo la nuova strage di migranti per denunciare quello che definisce “il cinico disinteresse e colpevole silenzio su questa altra immane tragedia che continua a consumarsi".

  18 maggio 2021 19:09

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della grande opera umanitaria, conosciuta e apprezzata dal Vaticano e nel mondo, il Cimitero internazionale dei Migranti, in fase di realizzazione a Tarsia (e che sollecita oggi a ultimare), interviene dopo la nuova strage di migranti per denunciare quello che definisce “il cinico disinteresse e colpevole silenzio su questa altra immane tragedia che continua a consumarsi, con, solo, una ignobile strumentalizzazione politica e nell’indifferenza dell’Europa, nel Mediterraneo e che ha fatto registrare, negli ultimi 30 anni, oltre 40mila morti, uomini, donne e bambini”!

“Insieme al Covid continua purtroppo in Italia e nel mondo, l’altra grande tragedia (dimenticata!) dell’Umanità: quella dei migranti che continuano a morire nei naufragi nel Mediterraneo. -afferma Corbelli- Nei primi quattro mesi di quest’anno sono state quasi 600 le vittime! L’ultima strage quella di queste ultime ore con oltre 50 dispersi. Nei primi quattro mesi del 2021 le vittime in mare sono state tre volte in più rispetto allo scorso anno! Le cifre agghiaccianti danno la portata di questa immane catastrofe. Negli ultimi 30 anni, dal 1990 ad oggi, sono oltre 40.000 i migranti che hanno perso la vita nei naufragi. Tra questi migliaia anche i bambini e le donne!"

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"La catastrofe del Covid ha purtroppo quasi cancellato quest’altra grande tragedia. E i poveri migranti continuano a morire affogati nell’indifferenza generale, nonostante il lodevole impegno umanitario e gli appelli disperati delle Ong. E c’è chi parla di nuovo di chiusura dei porti e di blocco navale! Per fortuna che, oggi, a Palazzo Chigi c’è Mario Draghi che ha dichiarato, nei giorni scorsi, che l’Italia non lascerà morire nessuno in mare e che salverà i poveri disperati dei barconi. E’ quello che deve fare un Paese civile nel rispetto delle leggi internazionali. Diritti Civili alla luce anche di questa nuova ultima strage chiede che si riprendano e vengano ultimati a Tarsia i lavori per la realizzazione del Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria, legata alla tragedia dell’immigrazione. Opera monumentale conosciuta e apprezzata dal Vaticano e in tutto il mondo, per la cui realizzazione Diritti Civili, insieme anche al  sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, lotta ininterrottamente da 7 anni e mezzo, dal 3 ottobre 2013, dalla tragedia di Lampedusa. I lavori, finanziati dalla Regione Calabria, grazie al Presidente Oliverio, sono iniziati il 23 dicembre 2018 e si sono poi fermati un anno dopo per la pandemia".

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"Oggi che si va finalmente verso il superamento della  fase emergenziale legata al Covid questi lavori devono riprendere ed essere ultimati. -prosegue Corbelli-  Il progetto, per la seconda e ultima tranche dei lavori, è stato già regolarmente presentato dal comune di Tarsia e approvato dalla Regione Calabria. Deve essere solo finanziato. Ricordo che il Cimitero dei Migranti, che sarà intitolato al bambino siriano Aylan Kurd, sorge su un’area di quasi 30mila mq, immersa tra gli ulivi secolari, proprio di fronte al Lago e al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, in un luogo fortemente simbolico, a breve distanza dall’ex Campo di Concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti di Tarsia, che fu, durante la seconda guerra mondiale, luogo di prigionia, ma anche di grande umanità dove nessuno degli oltre tremila internati subì mai alcuna violenza. Per questo lo abbiamo scelto per realizzarvi questa grande opera di pace e di civiltà”.

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