
Cosenza torna a confrontarsi con il degrado urbano nelle aree periferiche. A denunciarlo è Gioventù Nazionale Cosenza, che in una nota accusa l’amministrazione di trascurare “quelle zone che un tempo erano simbolo di rinascita” salvo concentrarsi “in modo incessante, per sol campanilismi sul progetto, ormai già avviato, del nuovo HUB ospedaliero a Rende”. Nel mirino del movimento ci sono soprattutto i BoCs Art, definiti “uno dei progetti più significativi per la promozione culturale e artistica di Cosenza”: “Nato nel 2015, il progetto ha permesso alla città di essere protagonista a livello nazionale e internazionale”, si legge nel comunicato, che ricorda “oltre 500 opere lasciate in eredità e il passaggio di 350 artisti in città”. Oggi, però, secondo Gioventù Nazionale, “le 27 unità ecosostenibili risultano ormai degradate e inagibili” e l’idea di installare la videosorveglianza arriverebbe “solo dopo anni di inattività, atti vandalici, impianti elettrici sventrati e unità occupate abusivamente”. Critiche anche per il BoCs Art Museum, che sarebbe ormai “un archivio statico, privato della sua funzione di centro di produzione”. Da qui la stoccata finale all’attuale visione politica della città: “ne deriva, con amarezza, un campanilismo difensivo rivolto solo verso i confini territoriali, mentre all’interno di questi le eccellenze che hanno reso grande Cosenza si lasciano morire”; la nota si chiude così con un’accusa netta all’amministrazione cittadina, chiamata dal movimento a intervenire non solo sui grandi progetti futuri, ma anche sul recupero di ciò che esiste già.
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