Cosenza, gli idonei della graduatoria Oss:" Vogliamo solo lavorare"

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  18 marzo 2022 09:45

"Noi operatori socio sanitari della graduatoria dell’azienda ospedaliera di Cosenza siamo ancora qua a chiedere che i nostri diritti vengano messi in atto. Succede  che in Calabria si fa ricorso contro bandi e avvisi che quotidianamente continuano ad uscire nonostante ci sia una graduatoria di 675.  Succede che questo ricorso venga rigettato, un ricorso dove molti di noi hanno partecipato ed hanno speso soldi tolti dalle proprie tasche con non pochi sacrifici, un ricorso vinto ad occhi chiusi è stato rigettato con delle scuse assurde,  veramente strano". Si legge in una nota degli idonei della graduatoria Oss di Cosenza.

"Succede - prosegue - anche che bandi e avvisi ritirati in autotutela durante il ricorso rispuntano dopo qualche giorno, e noi ci chiediamo chissà perché ? Tutto questo succede solo in Calabria. Ora noi ragazzi giovani e meno giovani della graduatoria di Cosenza chiediamo con urgenza al nostro presidente di regione , nonché Commissario alla sanità Roberto Occhiuto, e insieme a lui, a tutti i commissari provinciali delle varie aziende di procedere (come il nostro presidente più volte ha auspicato con urgenza) a programmare, visto che siamo già’  in netto ritardo, Il fabbisogno del personale sanitario. Abbiamo veramente bisogno di lavorare, vogliamo lavorare, lavorare è un nostro diritto, l’ASP di Cosenza ha già’ provveduto a fare il proprio fabbisogno e noi oss di Cosenza non vediamo l’ora di poter occupare quei posti". 
 
"Sappiamo anche che in Calabria oltre alla nostra graduatoria esiste anche quella di Vibo Valentia, 
fortunatamente loro hanno una convenzione con l’ASP di Catanzaro e con l’ospedale pugliese Ciaccio.
Non vogliamo guerre tra poveri, con la carenza di operatori socio sanitario che abbiamo in Calabria, le nostre graduatorie servirebbero a ricoprire solo una minima parte , la nostra è una figura mancante.  Noi ci sentiamo umiliati a chiedere e supplicare ogni poco per un nostro diritto, continueremo con educazione a dar voce alle nostre voci fino a quando non avremo ciò che è nel nostro diritto, sudato e guadagnato con gli studi e con il superamento di tre prove in un concorso". 
 
 

 

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