Dalla Banda della Magliana a "condannato", fino ai "vagabondi" e "venduti": a Catanzaro è già notte dei lunghi coltelli

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  29 ottobre 2026 22:02

Dalla Banda della Magliana a "condannato", da "vagabondo" a "venduto", fino a «bugiardo», che forse è stata l’espressione più "gentile" pronunciata in Aula. Sono le ultime sedute della consiliatura a Catanzaro, ma quella di questo pomeriggio ha fatto registrare un elevato indice di rischio. Rischio querela.

Contrasti personali, tattiche — non strategie — politiche, vecchie battaglie che si trascinano da anni e conti rimasti in sospeso. Nulla di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire. Eppure, nell’Aula Rossa di Palazzo De Nobili, poche volte si era assistito a una sequela di interventi così «pesanti», con un numero altrettanto esiguo di filtri. Parole affilate, accuse incrociate e tensioni che, nel giro di pochi minuti, hanno trasformato il Consiglio comunale in un ring politico. Per tutti gli interessati, il video integrale della seduta è disponibile qui sotto.

LA DIRETTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

La miccia di questa batteria di fuochi d’artificio l’ha accesa il consigliere Antonio Corsi. Con l’ex assessore Giampaolo Mungo, più volte evocato nel corso della seduta, il conto era in sospeso da tempo. Così come con l'ex consigliere Giuseppe Pisano. E si è visto, ma soprattutto si è sentito, forte e chiaro. Fino ad arrivare a chiedere la testa dell’assessore Battaglia per una premiazione. Immancabile, poi, qualche frecciata all’ex sindaco Abramo, questa volta sul tema dei rimborsi per le pratiche legali.

Poteva mancare il contributo di Sergio Costanzo allo spettacolo? Certo che no. Con un vagando impresso negli affreschi dell'Aula. Il mirino era puntato su Irene Colosimo — perché, a quanto pare, ogni assessore all’Ambiente finisce nel mirino di Costanzo, quasi fosse una regola grammaticale — e sugli affidamenti nel settore delle Politiche sociali. Questa volta, però, le contumelie erano indirizzate ai soci del sindaco.

Fabio Celia, ricostruendo uno dei rimpasti di Giunta, ha invece apostrofato il sindaco Fiorita per essersi "piegato" — anche se il termine utilizzato in Aula era ben più duro — ai dettami di chi "non prende un voto". Una stoccata politica tutt’altro che marginale, che si inserisce nel solco di una contrapposizione ormai consolidata.

Scatenato anche il consigliere Stefano Veraldi. I cavalli di battaglia sono noti: su tutti, la mancata impugnativa della transazione con Sieco e le condizioni in cui versa Catanzaro. Ma Veraldi è stato protagonista anche di un fuori onda particolarmente vibrante con il dirigente Macrina, ulteriore segnale di un pomeriggio in cui la tensione è rimasta costantemente sopra il livello di guardia.

Abbiamo provato a raccontare, senza particolare trasporto, momenti di massima tensione, tra urla, schiamazzi e scambi sempre più accesi, fino alla sospensione della seduta. Alle accuse, comunque, sono arrivate le repliche: hanno risposto sia Colosimo sia Battaglia, oltre al sindaco Fiorita.

Archiviato il frastuono, resta la domanda più interessante: quale dato politico si può ricavare da una seduta del genere?

La risposta, almeno per il momento, è una: in tutti gli schieramenti regna la confusione più totale. Tanto a destra quanto a sinistra, le coalizioni appaiono divise, attraversate da tensioni e ancora prive di un quadro definito. Anche perché, obiettivamente, è presto per parlare di assetti definitivi e candidature. Ma il dibattito ha comunque lasciato intravedere convergenze e incroci politici che meritano attenzione.

Uno di questi si è manifestato nell’area del centrodestra, o meglio, dentro la galassia di Forza Italia, con posizioni comuni tra Costanzo e Talerico. Una sintonia che ha trovato apprezzamento anche da parte di Celia.

L’ex segretario cittadino del Pd è ormai da tempo ai ferri corti con Fiorita, tanto da avanzare pubblicamente la proposta delle primarie nel centrosinistra. Un’opzione che, almeno per ora, non è stata rilanciata né dal capogruppo Buccolieri né da Valerio Donato. La stessa proposta, del resto, non ha trovato sbocchi nemmeno in una parte del centrodestra consiliare (LEGGI QUI).

Insomma, un Consiglio comunale a ruota libera, dove le schermaglie personali si intrecciano con le manovre politiche e le alleanze sembrano seguire traiettorie tutt’altro che lineari. Il tutto mentre si resta in attesa delle decisioni dei partiti, chiamati prima o poi a sciogliere i nodi sulle candidature e sugli equilibri delle coalizioni.

Ma, come vi dicevamo, è ancora presto. Non tanto per il calendario, quanto perché molto dipenderà dalla data effettiva delle elezioni nazionali (LEGGI QUI), destinata a incidere anche sulle strategie locali.

Nel frattempo, mentre a Cosenza De Cicco e Caruso arrivano allo strappo, a Catanzaro la resa dei conti sembra già cominciata.

E la notte dei lunghi coltelli, a Palazzo De Nobili, potrebbe essere appena iniziata.

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