"Di malasanità si muore": la denuncia del gruppo "Stutamuli tutti" in centro a Cosenza

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L'azione di denuncia del gruppo "Stutamuli tutti" in centro a Cosenza
  12 ottobre 2019 18:18

di GIORGIA RIZZO

Lenzuoli macchiati di sangue su corso Mazzini a Cosenza, uno dei quali recita "di malasanità di muore". E' l'azione simbolica rivendicata dal gruppo "Stutamuli Tutti" (spegniamoli tutti, in cosentino), assemblea di movimenti, associazioni e semplici cittadini che lo scorso 24 settembre hanno contestato il segretario della Lega Matteo Salvini in occasione della sua visita nella città bruzia, e che ora vogliono dare continuità a quella voce di dissenso per "costruire un grande percorso che ridia dignità a noi e alla nostra terra, che ricostruisca una speranza, che sappia 'stutare' tutti quelli che hanno distrutto il nostro futuro".

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Il bersaglio polemico si sposta quindi da Salvini alla politica locale. La prima azione, dopo l'assemblea avvenuta lo scorso martedì in piazza XI settembre, è una denuncia contro la malasanità e le amministrazioni locali che si sono succedute nel corso degli anni, con riferimento alla tragedia avvenuta nell'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia e a tutte le vittime del sistema sanitario calabrese. 

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Di seguito il comunicato integrale firmato Stutamuli Tutti. 

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"Qualche giorno fa all’Ospedale Jazzolino di Vibo Valentia una bambina è morta in grembo. La causa è da ricercare nell’assenza di anestesisti necessari per effettuare il parto cesareo ad una giovane donna che aveva terminato i nove mesi di gravidanza. Mai avremmo pensato di leggere notizie di questo genere nel 2019 in Italia. Questo caso è drammatico, ma purtroppo non rappresenta un'eccezione. Negli ultimi anni, infatti, sono decine le persone che hanno perso la vita o che sono rimaste gravemente offese a causa di casi di malasanità avvenuti negli ospedali della nostra regione. Solo nel 2010 addirittura 64 decessi, e tantissimi sono i casi non denunciati. I tassi di mortalità neonatale e materna sono il doppio rispetto al resto del paese.


I responsabili sono coloro che amministrano e hanno amministrato la nostra regione, persone senza scrupoli che hanno inteso la gestione della sanità solo come una manna dal cielo per arricchirsi e creare clientele utili ad occupare posti di potere. I governatori Chiaravalloti, Loiero, Scopelliti e Oliverio, i Commissari Scura e Cotticelli e i ministri che si sono succeduti in questi decenni. Hanno intascato miliardi destinati alle assunzioni del personale e alla manutenzione dei presidi sanitari.
Quanti altri morti dovremo piangere ? Quanti altri lutti siamo disposti a sopportare ? La risposta dobbiamo scriverla noi.

Questi sono solo alcuni dei nomi dei cittadini e delle cittadine che hanno pagato con la vita la gestione criminale e scellerata del Servizio Sanitario Regionale.

Giuseppe Francolino, 26 anni, Lamezia 2009

Felice Antonio Caligiuri, 61 anni, Catanzaro, 2009
Sara Sarti, 5 anni, Locri 2009
Nicola Guarna, 75 anni, Serra San Bruno, 2010
Angela Ren, 4 anni, Cosenza, 2010
Domenico Opinato, neonato, Reggio Calabria, 2010
Gianfranco De Cola, 52 anni, Cosenza 2011
Maria Grazia Carofiglio, 50 anni, Cosenza 2012
Pietro Ammendola, 38 anni, Cosenza, 2013
Cesare Ruffolo, 79 anni, Cosenza, 2013
Francesco Roselli, 63 anni, Cosenza 2014
Cloe Grano, 4 mesi, Cosenza, 2014
Panel Pitucelli Auras, 25 anni, Cetraro, 2014
Tersa Bitonti, San Giovanni in Fiore, 2016
Maria Francesca Bellizzi, 43 anni, Castrovillari, 2016
Domenica Mandaradoni, 40 anni, Vibo Valentia, 2016
Maria Barca, 61 anni, Cosenza, 2016
Tiziana Lombardo, 37 anni, Vibo Valentia, 2017
Neonata, Lamezia, 2018
Neonato, Cosenza, 2018
Giuseppe Galea, 52 anni, Locri, 2018
Ivana Curcio, 57 anni, Cosenza, 2019
Roberto Zagarella, 27 anni, Vibo Valentia, 2019
Santina Adamo, 35 anni, Cetraro, 2019
Antonia Andali, 32 anni, Catanzaro, 2019
Raffaela Mulé, Locri, 2019
Neonato, Vibo Valentia 2019"

 

 

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