
"Una sanità che resiste grazie agli operatori, mentre la politica continua a voltarsi dall'altra parte"
03 febbraio 2026 14:36“La recente inchiesta giornalistica sul Centro Dialisi dell'Ospedale San Francesco di Paola restituisce un quadro che non può lasciare indifferenti: un servizio salvavita che sopravvive non per merito di una programmazione istituzionale adeguata, ma esclusivamente grazie all'abnegazione quotidiana del personale medico e infermieristico. Quanto emerge non può e non deve essere derubricato a mera cronaca locale. Si tratta, piuttosto, del riflesso di una crisi sistemica che investe l'intero comparto sanitario della nostra regione e che trova nel Tirreno cosentino uno dei suoi epicentri più drammatici”, scrive in una nota il consigliere Comunale del Gruppo "Riparte il Futuro", Andrea Signorelli.
“L'area tirrenica della dialisi comprende un bacino vastissimo – Paola, Praia a Mare, Cetraro e Amantea – con numeri rilevanti e un carico assistenziale in costante crescita. Eppure, - prosegue - a garantire l'intera attività del centro di Paola sono soltanto due medici, che riescono comunque a coprire quattro turni su quattro, gestendo anche le urgenze pomeridiane e del sabato provenienti dall'intero Nord Tirreno, poiché i turni restano chiusi nel distretto alto tirrenico di Praia e Cetraro. Il bacino seguito conta oggi circa trenta pazienti in lista d'attesa per il trapianto: il numero più alto mai registrato. Un impegno che va ben oltre il dovuto. Particolarmente emblematica, e per certi versi simbolica del degrado gestionale cui assistiamo, è la vicenda della sala d'attesa sottratta ai pazienti dializzati e trasformata in archivio. Quello spazio era stato messo a disposizione dai medici per evitare che persone fragili, spesso con disabilità, attendessero all'esterno, esposte alle intemperie. La sua improvvisa sottrazione ha provocato la protesta dei pazienti e la successiva denuncia del sindacato Fials”.
“Un affronto alla dignità delle persone – spiega - che non può restare senza risposta. Le difficoltà emergono con forza anche nei casi più complessi: i pazienti dializzati possono finire in secondo piano non per negligenza, ma perché il personale di rianimazione è numericamente insufficiente e impegnato su più fronti contemporaneamente. Dinanzi a tale scenario, non posso che rivolgere un pensiero di profonda gratitudine a tutti gli operatori sanitari del Centro Dialisi di Paola. Non siamo davanti a un servizio inefficiente: al contrario, ci troviamo di fronte a un'eccellenza lasciata sola. Il livello di attività si è alzato: più visite ambulatoriali, più dialisi in urgenza, più pazienti in lista trapianto seguiti dalla responsabile territorio dell'ASP. Le criticità non sono professionali, ma logistiche e di risorse umane. Da anni si parla di una ristrutturazione della dialisi, con il trasferimento in locali più ampi e idonei, quelli oggi occupati dalla direzione sanitaria. Un progetto annunciato, rivendicato da politici a ogni livello, poi progressivamente scomparso dall'agenda”.
“Eppure la dialisi necessita di spazi adeguati, sicuri, - rimarca - comprese le manovre rianimatorie. Negli spazi attuali questo non è garantito. Occorre invertire la rotta con decisione e lungimiranza. È tempo di tornare a investire nella sanità pubblica con un piano organico e strutturale che preveda: l'assunzione di nuovo personale medico, infermieristico e sociosanitario, colmando la cronica carenza di nefrologi e infermieri; il potenziamento delle strutture ospedaliere e territoriali, restituendo dignità ad ambienti troppo spesso fatiscenti e inadeguati; l'acquisto di macchinari e tecnologie all'avanguardia, tanto per la diagnostica quanto per i percorsi terapeutici, affinché i cittadini calabresi non siano più costretti a migrare altrove per ottenere cure che dovrebbero essere garantite sul proprio territorio. Servono spazi adeguati, assunzioni e programmazione. Non annunci. La sanità pubblica ai tempi di Roberto Occhiuto non può vivere di eroismi quotidiani: l'eroismo, per definizione, non è sostenibile. Quando un servizio salvavita resta in piedi solo grazie al senso di responsabilità di chi vi lavora, è il momento che chi governa il sistema si assuma fino in fondo le proprie responsabilità”.
“Per quanto mi compete, nell'esercizio delle mie funzioni consiliari, continuerò a vigilare e a sollecitare le istituzioni sovraordinate affinché vengano garantiti ai cittadini di Paola e dell'intero comprensorio i livelli essenziali di assistenza che la legge prescrive e che la dignità umana impone. Intendo per questo richiedere un'audizione alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale e presentare in Consiglio Comunale una mozione affinché la Giunta solleciti formalmente l'ASP di Cosenza e il Commissario regionale alla Sanità per l'immediato avvio dei lavori di ristrutturazione e il ripristino degli spazi sottratti ai pazienti. I cittadini di Paola meritano risposte, non silenzi. Ai pazienti del Centro Dialisi e alle loro famiglie va la mia più sincera vicinanza, nella consapevolezza che dietro ogni numero, ogni statistica, ogni criticità organizzativa, vi sono persone, storie, vite che meritano attenzione e rispetto”, conclude il consigliere comunale.
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