Dipendenze in aumento tra i giovani, all’Unical nasce #UNInDipendenti

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Presentato il progetto che punta a prevenire abusi, intercettare il disagio e promuovere stili di vita sani

  07 aprile 2026 18:26

di GIOVANNA BERGANTIN

In un contesto nazionale e locale segnato da dati sempre più preoccupanti sulle dipendenze – dall’abuso di alcol e sostanze stupefacenti al gioco d’azzardo fino alle forme più recenti di dipendenza comportamentale – l’Università della Calabria sceglie di reagire con un intervento forte e congiunto. Questa mattina, nella sala stampa del Centro Congressi Beniamino Andreatta, è stata presentata la nuova campagna di prevenzione #UNInDipendenti – Università che promuove la salute, realizzata dall’Unical in collaborazione con l’ASP di Cosenza, la Regione Calabria e il Comune di Rende, e finanziata dal Dipartimento Politiche contro la droga e altre dipendenze.

L’iniziativa nasce per rispondere a un quadro che gli operatori definiscono “allarmante”: primo contatto con alcol e sostanze già tra i giovanissimi di dodici e tredici anni, crescita del consumo di droghe sintetiche, aumento dei casi di gioco d’azzardo patologico e dipendenze digitali. Un fenomeno che tocca da vicino anche il mondo universitario, dove – come ricordato dagli esperti – si concentrano fragilità, pressioni e cambiamenti che possono favorire comportamenti a rischio.

Il Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, intervenuto alla conferenza, ha aperto con parole nette: “Di fronte ai messaggi di questa campagna non ci si può voltare dall’altra parte. Serviva una comunicazione forte, diretta, capace di parlare ai ragazzi e di farli riflettere sugli abusi e sulle dipendenze. L’Unical vuole dire una cosa semplice: è normale avere difficoltà, non è normale lasciare soli i giovani”. Greco ha annunciato anche l’apertura del primo canale TikTok ufficiale dell’Ateneo, nato proprio per diffondere i contenuti della campagna e raggiungere gli studenti nei loro spazi digitali. Un segnale, ha sottolineato, della volontà dell’Università di “andare dove sono i ragazzi” e di costruire un dialogo autentico su temi spesso taciuti.

La prof.ssa Angela Costabile del Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DICES) presentando il progetto ha ricordato che l’iniziativa rientra tra gli otto finanziati dal Dipartimento nazionale, due dei quali dedicati specificamente alle Università. In sala erano presenti anche la prof.ssa Maria Mirabelli, direttrice del DICES e il prof. Francesco Craig, psicologo clinico e referente del Dipartimento per l’inclusione degli studenti. Presente, inoltre, anche la dott.ssa Francesca Amendola, consulente dell’ASP di Cosenza, che ha contribuito alla realizzazione del progetto.

Il direttore del SerD dell’ASP di Cosenza, Roberto Calabria, ha tracciato un quadro dettagliato tutt’altro che rassicurante :“Registriamo poliabuso di più sostanze, un uso crescente di droghe sintetiche e un’età di primo contatto sempre più bassa. Abbiamo numeri iperbolici anche sul gioco d’azzardo e sulle dipendenze digitali. Facciamo prevenzione nelle zone della movida, nelle scuole. L’università è un luogo strategico per fare prevenzione”. Calabria ha ricordato l’importanza del counseling psicologico e dei progetti finanziati per intervenire anche sulle dipendenze non da sostanza, oggi in forte aumento tra i giovani.

A presentare la parte creativa della campagna di sensibilizzazione è stato Francesco Marsico di Zona Pi, azienda vincitrice del bando. La campagna utilizza – spiega – un linguaggio visivo immediato, costruito attorno alla metafora del “domino”. Intervenire in tempo significa bloccare la caduta e proteggere il proprio futuro. Il concept scelto, “Diventi ciò che sei”, è accompagnato da immagini d’impatto in cui i volti degli studenti – tra cui Francesca, Federico, Michele, Rosanna, Alex e Roy, presenti in sala – si frammentano per rappresentare la vulnerabilità e il rischio di perdita di sé. La comunicazione prevede affissioni nell’area urbana e nel campus, un book informativo con questionari di autovalutazione, un decalogo esposto nelle aule e una serie di reel e video diffusi sui canali social dell’Unical per 60 giorni. Marsico sottolinea: “Abbiamo voluto parlare ai giovani, non dei giovani. La campagna è empatica, diretta, riconoscibile”.

Gli assessori comunali, Daniela Ielasi (Welfare) e Federico Iorio (Sanità) hanno portato i saluti del sindaco di Rende Sandro Principe, sottolineando il sostegno concreto dell’amministrazione :“Le dipendenze sono una piaga che va combattuta. Il patrocinio del Comune è un impegno di sostanza: investire sui giovani conviene e non vogliamo lasciare soli né loro, né le associazioni, né i cittadini.”

Collegata da Roma, Elisabetta Simeoni, direttrice del Dipartimento Politiche Antidroga, ha espresso apprezzamento per il progetto: “Questa campagna potrebbe diventare un modello per altre regioni. Il Dipartimento investe molto nella prevenzione e nel contrasto alle dipendenze, incluse quelle comportamentali. Lavorare insieme è l’unica strada.” Simeoni ha ricordato i 140 milioni stanziati a livello nazionale e l’importanza di una rete territoriale forte, fatta di servizi, scuole, università e comunità.

 L’assessora regionale Pasqualina Straface, in una comunicazione inviata all’aula, ha ribadito l’impegno della Regione Calabria nel contrasto alle dipendenze rivendicando la volontà di sostenere iniziative che parlino direttamente ai giovani e alle loro famiglie.

La conferenza si è chiusa con la proiezione del video finale della campagna. Un messaggio condiviso da tutti i presenti: la prevenzione non è un atto isolato, ma un lavoro di rete. L’Unical, insieme alle istituzioni sanitarie e territoriali, sceglie di mettersi in prima linea per costruire un campus che non solo forma, ma protegge, ascolta e accompagna.


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