Farmacia, l’Umg si confronta con le parti sociali sulla validità del Corso di laurea

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Il tavolo della consultazione
  14 ottobre 2019 09:03

La figura del farmacista è rispondente alle esigenze del mercato? Ci sono peculiarità da sviluppare nel corso di studi rispetto ai nuovi comportamenti dell’utenza?  I livello generale di conoscenza del farmacista neo laureato è idoneo all’ingresso immediato nel mondo del lavoro?
E’ stato un incontro di profonda importanza quello svoltosi nella sede dell’Ordine dei Farmacistiprovinciale di Catanzaro.
Organizzata dalla Scuola di Farmacia e Nutraceutica dell’Università Magna Graecia del capoluogo di regione, l’iniziativa ha convocato ordini e parti sociali delle cinque province calabresi per una consultazione sulla validità del Corso di Laurea magistrale in Farmacia.

I PARTECIPANTI

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Variegato e decisamente autorevole il tavolo di lavoro allestito nella sede di Via Italia dal prof. Massimo Fresta, coordinatore del Corso di Laurea in Farmacia all’UMG di Catanzaro, Dipartimento Scienze e Salute.

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Vi hanno preso parte anche Vitaliano Corapipresidente dell’Ordine Farmacisti di Catanzaro e componente del Comitato nazionale FOFI, i presidenti degli Ordini di Reggio Calabria Daniela Musolino e di Crotone Antonio Megna, Carlo Barbalace presidente della Fondazione ‘Il Caduceo’, Ettore Lavorato presidente di AgifarCatanzaro, Mary Caputo, Comitato Sport UMG e componente Commissione AQ, Giuseppe Dittopresidente Agifar Reggio C. e consigliere FenAgifar.

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GLI INTERVENTI

L’importanza di consultare gli stakeholders è stata subito delineata dal prof. Fresta che è a capo di uno dei gruppi di ricerca più attivi e completi tra gli Atenei italiani. Secondo il docente la UMG piuttosto che andare avanti motu proprio nel percorso didattico ha deciso di confezionare un prodotto formativo che tenga conto delle esigenze di studenti, laureati e farmacisti.

Il presidente dell’Ordine di Catanzaro Corapi nel saluto introduttivo ha focalizzato il parametro positivo della bassa disoccupazione, solo 4000 su 108mila laureati, un 4% invidiabile rispetto al 20/25% delle altre professioni.

Nella sua articolata disamina la Musolino ha riferito come a Reggio vi siano difficoltà a reperire figure professionali, specie con le dovute conoscenze linguistiche. Secondo la presidente dell’Ordine reggino occorre uniformare la didattica tra gli atenei e preparare al meglio i nuovi colleghi a leggere le analisi cliniche, ad utilizzare le varie piattaforme informatiche utilizzate in farmacie ed approfondire conoscenze di cosmesi, preparazione del farmaco e omeopatia.

Il presidente di Crotone Megna ha evidenziato i chiaroscuri della sua provincia con nessun disoccupato ma anche qualche esercizio in odore di fallimento. Sui consigli alla didattica l’esperto presidente dell’Ordine pitagorico si è detto senza dubbio favorevole ad approfondire gli aspetti più attuali.

Secondo il presidente della Fondazione Il Caduceo Barbalace il recente congresso FarmacistaPiù di Milano ha pienamente imboccato la strada delcambiamento epocale della categoria. La fondazione propugna dal suo inizio la trasformazione della farmacia in polo sanitario,dove il professionista diventa erogatore di servizi a 360gradi con massima attenzione alla formazione pre e post laurea.

Fresta ha poi giustificato le assenze per impedimenti istituzionali dei presidenti degli Ordini di Cosenza Costantino Gigliotti e di Vibo Massimo De Fina. La delegata AFI (Ass. Farm. Industria) per Calabria-Sicilia Tiziana Pecora ha invece inviato una mail invitando ad implementare la parte salutistica (integratori, cosmetici, dispositivi medici). Gradito ospite invece Christian Celia, giovane professore calabrese associato di Tecnologica Farmaceutica presso l’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Al prossimo appuntamento, fissato tra due settimane, le parti sociali avranno modo di approfondire il proprio punto di vista alla luce di quanto ascoltato in questa prima riunione. Per loro ha preso simbolicamente la parola Mary Caputo la quale ha avvalorato le discrepanze tra teorie didattiche apprese in aula e le situazioni da banco affrontate coi clienti-pazienti. La giovane rappresentante ha valutato come molto importante il confronto confermando che i piani di studio attuali non rispondono alle esigenze lavorative.

A trarre le conclusioni il presidente dell’Ordine nonché padrone di casa Vitaliano Corapi secondo cui la capacità di rinnovarsi più volte della categoria è alla base del suo successo, da cui forse prende spunto sul suo simbolo del Caduceo con i due serpenti che cambiano pelle più volte.

Il ‘grande saggio’ dei farmacisti catanzaresi e calabresi punta sempre sulla deontologia professionale, sulla capacità di discernere tra le cose da fare e quelle da respingere, miscelando sensibilità e rigore. Corapi ha concluso sostenendo che la

farmacia dei servizi è una sfida difficile ed artefice del cambiamento dovrà essere l’università, con un occhio particolare all’integrazione migliore tra titolari d’esercizio, dipendenti e collaboratori.  

 

 

 

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