Giustizia, tra pm e avvocati è scontro in Calabria. I magistrati replicano allo sciopero: “Populisti”

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Una toga
  03 luglio 2022 18:50

“La comunanza delle due esperienze professionali di avvocato e magistrato, diverse ma speculari, ci induce a rifuggire dal rispondere con pari violenza dall’attacco delegittimante lanciato dalle Camere Penali alla magistratura calabrese. Un intervento che addolora chi crede nelle istituzioni”.

A sostenerlo il coordinamento di Area Democratica per la giustizia di Catanzaro, rappresentato da Graziella Viscomi e Gabriella Reillo in riferimento alla nota delle Camere penali calabresi con la quale proclamano sciopero dalle udienze del 14 e 15 luglio: “Al contrario con forza e determinazione si vuole ricordare con quanta fatica e scarsità di mezzi si opera nei Distretti Calabresi. Le costanti e gravi scoperture di organico, l’assenza di personale, le carenze dell’edilizia giudiziaria sono il precipitato di almeno un ventennio di ‘riforme a costo’ zero’ che, qui al Sud, hanno aggravato una situazione organizzativa già sottodimensionata e precaria. Allontanare i cittadini dalla cultura della giurisdizione e dal rispetto per chi la esercita – proseguono oggi da Area Democratica – additando la magistratura della regione quale responsabile delle disfunzioni del ‘sistema giustizia’ e facendo di tutte le erbe un fascio, generalizzando problematiche locali, costituisce un messaggio semplificato la cui portata populista non possiamo sottacere. La giurisdizione penale non è sede di discrezionalità ed arbitrio piuttosto spesso ultimo strumento per il cittadino per far valere i propri diritti, denunciando situazioni di abuso e violenza. Gli operatori del diritto della regione, quali gli avvocati e i magistrati, piuttosto che ‘darsi contro’, hanno il dovere morale di impegnarsi affinché questa terra sia dotata di risorse adeguate che consentano ad entrambe le categorie di lavorare con dignità e nel reciproco usuale rispetto. Questa la battaglia di civiltà di cui si deve seriamente e unitariamente discutere”.

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Violazione dei diritti e abuso delle misure, Camere Penali scioperano contro la magistratura

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