Il Codacons: "Sulla vicenda del bambino autistico umiliato a Bovalino è calato il silenzio"

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Francesco Di Lieto
  20 agosto 2019 13:57

Il miglior alleato dell’inciviltà è il silenzio: il silenzio di chi ne è vittima, e per vergogna sceglie di tacere; il silenzio di chi assiste e decide di voltarsi dall’altra parte; il silenzio, infine, di chi ricopre incarichi istituzionali, che interviene solo per imporre la sordina, con la “scusa” di non danneggiare l’immagine del territorio, sottovalutando la gravità di ciò che accade.
Questa maledetta immagine da difendere, troppo spesso finisce per essere la giustificazione più efficace per difendere la propria poltrona, evitando di farsi scomodi nemici.
Così il Codacons dopo la brutta storia di un “turista” che ha ritenuto di dover insultare la mamma di un bambino autistico, colpevole di non comportarsi in maniera civile.
Abbiamo appreso che il Garante della Persona disabile del Comune di Bovalino fosse presente all’accaduto e che, tuttavia, abbia esortato ad abbassare i toni.
Innanzitutto il Garante tiene a precisare che i fatti sono avvenuti ad Ardore e non certo a Bovalino e che i protagonisti non appartengono certo alla comunità Bovalinese.
Salvato l’onore, il Garante dichiara di essere immediatamente intervenuta per comprendere l’accaduto, riuscendo finanche a far “dialogare entrambe le parti”.
Non sappiamo se, alla fine, sia stato addirittura il bambino a chiedere scusa per chiudere la vicenda.
Di certo c’è il deciso invito del Garante all’assoluta riservatezza.
Per quanto ci riguarda - sostiene Francesco Di Lieto del Codacons - provvederemo a denunciare ogni episodio di discriminazione.
Tutto può essere utile ad abbattere le barriere mentali che ci portano a nascondere episodi inqualificabili che hanno come unica conseguenza tutelare proprio chi li pone in essere.
Lasciamo ad altri il compito di coltivare questa sorta di “omertà istituzionale”.
Ma sia chiaro, così facendo non potremo lamentarci dinnanzi alle quotidiane offese verso le diverse normalità se, proprio chi rappresenta le istituzioni, invita a tacere.
Chi ricopre un ruolo istituzionale, a nostro avviso, ha il dovere di pretendere l’applicazione di regole di comportamento improntate al buon senso, all’osservanza delle norme e, soprattutto, al rispetto verso gli altri.
E per raggiungere questo obiettivo riteniamo che ogni strumento possa essere utile, anche i social.
Tutto può essere utile a far sentire “piccolo” chi si rende protagonista di episodi tanto vergognosi.
Per questo motivo
chiediamo pubblicamente al Garante della Persona disabile del Comune di Bovalino di fornire i dati di questo “signore”, con il quale ha amabilmente dialogato, per far sentire forte l’indignazione della calabria dinnanzi a queste miserie umane.

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