
Sono passati dodici anni, ma il tempo non ha cancellato il dolore né le domande. La scomparsa di Carmine Di Santo, sparito il 9 marzo 2014 da Fiumefreddo Bruzio resta un caso ancora avvolto nel mistero.
La famiglia continua a vivere nell’attesa, aggrappata alla speranza che qualcuno possa ricordare qualcosa o avere informazioni utili per fare luce su quella mattina in cui del giovane si sono perse completamente le tracce.
E' di queste ore l'ennesimo appello delle sorelle Maria e Pasqualina sui social, diffuso da "Chi l'ha visto": “Passano i giorni, i mesi, gli anni, le feste, i compleanni. Tutto passa, ma la tua assenza non passa mai”. ( QUI L'APPELLO SU INSTAGRAM )
Al momento della scomparsa Carmine aveva 33 anni. Era un elettricista in cerca di occupazione e conduceva una vita semplice, legata alla famiglia e al lavoro quotidiano. Viveva con il fratello nella casa del nonno, nella contrada Barbaro, una zona rurale del comune di Fiumefreddo Bruzio. Proprio lì trascorreva gran parte delle sue giornate, aiutando l’anziano nelle attività agricole e nella cura degli animali.
Dal punto di vista fisico, Carmine è descritto come un uomo alto circa 1 metro e 65, occhi e capelli castani
La mattina della scomparsa probabilmente indossava un giubbino celeste. un maglione, jeans e scarponcini marrone chiaro. Abiti da lavoro, quelli che solitamente utilizzava quando si occupava dei campi o del bestiame.
La mattina di domenica 9 marzo 2014, Carmine uscì di casa intorno alle 6:30. Un orario che, secondo i familiari, non rientrava nelle sue abitudini.
Il giovane è uscito con l’abbigliamento da lavoro, probabilmente per dedicarsi alle attività nei terreni di famiglia o per accudire gli animali insieme al nonno. Tuttavia, da quel momento nessuno lo ha più visto. Con il passare delle ore l’assenza ha iniziato a destare preoccupazione. Carmine, infatti, era una persona abitudinaria e molto legata alla famiglia.
Uno degli elementi che rende ancora più misteriosa la vicenda riguarda gli effetti personali rimasti nell’abitazione.
Carmine, infatti, non ha portato con sé: documenti, denaro, telefono cellulare, chiavi. Anche l’auto e la moto del giovane sono rimaste parcheggiate nel luogo in cui si trovavano abitualmente.
Un dettaglio che rende difficile immaginare un allontanamento volontario e che ha alimentato, nel corso degli anni, numerosi interrogativi su cosa possa essere accaduto quella mattina.
Quando la giornata è trascorsa senza alcuna notizia, la preoccupazione dei familiari è cresciuta sempre di più.
Alle 19 di quella stessa domenica, non vedendolo rientrare e non riuscendo a mettersi in contatto con lui, i familiari hanno deciso di dare l’allarme e denunciare la scomparsa.
Da quel momento sono scattate le ricerche, ma di Carmine non è stata trovata alcuna traccia.
Gli anni sono passati, ma il dolore della famiglia è rimasto intatto. Ogni ricorrenza, ogni festa, ogni compleanno diventa un momento difficile da affrontare.
La sorella di Carmine ha voluto lanciare un appello pubblico, raccontando il vuoto che la scomparsa del fratello ha lasciato nella loro vita.
Parole che raccontano il dolore di chi vive nell’incertezza, senza sapere cosa sia accaduto a una persona cara: “Mi chiedo sempre dove sei, cosa fai, se hai freddo o fame. Il mio pensiero non è soltanto per oggi, ma per ogni singolo momento della giornata e vorrei tanto riabbracciarti. Manchi tantissimo Carmine”.
A distanza di oltre dieci anni dalla scomparsa, la famiglia continua a chiedere aiuto a chiunque possa avere ricordi o informazioni utili.
Anche un particolare che all’epoca poteva sembrare insignificante potrebbe oggi rivelarsi fondamentale per ricostruire quanto accaduto.
La speranza dei familiari è che qualcuno, prima o poi, trovi il coraggio di parlare e contribuire a fare luce sulla scomparsa di Carmine Di Santo, restituendo almeno una risposta a chi non ha mai smesso di aspettarlo.
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