
Il rettore ha partecipato con la sua visione sull'intelligenza artificiale a un confronto diretto con centinaia di studenti
11 aprile 2026 12:47Ascoltare i giovani non è un gesto di cortesia istituzionale ma un diritto sancito dalla Convenzione Onu sull’infanzia, celebrato ogni 9 aprile nella Giornata nazionale dell’ascolto dei minori. Per celebrarla, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha scelto di riunire 500 studenti presso l'Accademia Inps di Roma per il primo Festival dell’ascolto. All'evento erano presenti il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Eugenia Roccella, e il ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto pervenire un messaggio in cui ha avvertito che «il mondo degli adulti non sta facendo abbastanza per proteggere i bambini e i ragazzi» di fronte alle insidie del digitale».

Gianluigi Greco, rettore dell’Università della Calabria, ha animato uno dei sei tavoli tematici della manifestazione con un intervento su "Umani per scelta, in un mondo di algoritmi". Un titolo che sintetizza il filo conduttore del suo approccio all'intelligenza artificiale: una tecnologia da comprendere e governare, non da subire, che non sostituisce l'umano ma lo interpella profondamente. Riconosciuto come uno dei maggiori esperti europei nel settore, Greco ha più volte delineato una visione antropocentrica dell'AI, sottolineando l'urgenza di investire nella formazione per evitare che l'innovazione tecnologica si traduca in nuove forme di disuguaglianza digitale e sociale.
Al tavolo tematico del Festival si è sviluppato un dialogo diretto con i ragazzi, che hanno portato le loro inquietudini sul futuro, a partire dalla preoccupazione per il mondo del lavoro: l'intelligenza artificiale eliminerà posti? Cancellerà competenze acquisite in anni di studio e formazione? Il Rettore ha affrontato queste domande senza minimizzare, offrendo una prospettiva equilibrata e costruttiva: «La tecnologia - ha spiegato - trasforma i mercati del lavoro, ma apre anche nuovi orizzonti: la chiave è la formazione, la capacità di adattarsi, la consapevolezza critica degli strumenti a propria disposizione».
Uno dei momenti più vivaci del tavolo ha riguardato un tema quanto mai concreto per i ragazzi: l'uso di strumenti come ChatGpt per svolgere i compiti scolastici. Greco non ha alzato muri, ma ha indicato una via responsabile: ha invitato gli studenti a non nascondere l'utilizzo di questi strumenti ai propri docenti, a portare il tema in classe apertamente, con franchezza. Il ricorso all'AI non è di per sé scorretto, ha precisato, ma diventa controproducente se usato per aggirare l'apprendimento anziché per approfondirlo. La regola d'oro, ha spiegato, è usare questi strumenti solo quando si è già padroni dell’argomento: in quel caso l'AI diventa un mezzo per affinare, confrontare e migliorare. In caso contrario, ci si illude di sapere mentre si smette di imparare.
Accanto al confronto, il Festival ha ospitato laboratori esperienziali sulle diverse forme dell’ascolto, puntando a rendere i ragazzi protagonisti concreti dei percorsi educativi e sociali.
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