In commissione Sanità rispunta la legge sull'integrazione degli ospedali di Catanzaro

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La sede del Consiglio regionale
  29 luglio 2019 20:44

È ripartito il tormentone sull’integrazione degli ospedali di Catanzaro. Nella seduta di oggi della commissione Sanità del Consiglio regionale si è mosso il primo passo “istituzionale” dopo il brusco stop imposto dall’impugnazione del governo davanti alla Corte Costituzionale della legge che Palazzo Campanella aveva adottato all’unanimità a marzo. Molto lontani da una svolta, i consiglieri hanno sostanzialmente condiviso l'idea di allegare al fascicolo tutti i documenti legati al ricorso dell’esecutivo nazionale e le eventuali controdeduzioni regionali. Su questo è passata la linea del vicepresidente della commissione Sinibaldo Esposito. Un modo per avere il quadro più chiaro, anche se difficilmente il dossier azienda unica sarà affrontato prima della pausa estiva.

LE CORREZIONI CONTENUTE NELLA "PROPOSTA BOVA" - La discussione odierna è comunque ripartita dal testo depositato da Arturo Bova contenente le modifiche alla legge numero 6 del Consiglio, quella “bocciata” dal governo gialloverde. Modifiche che teoricamente dovrebbero superare i rilievi di legittimità costituzionale emersi nel ricorso dell’avvocatura dello Stato. I ritocchi alla formulazione originaria della legge sono piuttosto pesanti. Innanzitutto, si punta alla chiarezza della formula giuridica con cui il Pugliese-Ciaccio e Mater Domini devono fondersi abbandonando la dicitura più soffusa di “integrazione” sostituendola con “incorporazione” dell’una nell’altra: del Pugliese nell’azienda più piccola Mater Domini. Nella proposta Bova è poi interamente abrogato il comma 4 dell’articolo 1: quello che prevedeva l’integrazione del terzo incomodo, l’ospedale di Lamezia Terme, ma solo dopo la firma del protocollo d’intesa. A proposito del protocollo, l’altro cambiamento contenuto nella bozza di revisione è che l’accordo che regola tutti i rapporti fra Università e Regione Calabria e che formalizza la nuova struttura dell’azienda unica sia sottoscritto dal commissario ad acta della sanità dal rettore dell’Umg, ma non più dal presidente della Regione. Secondo il ricorso governativo, questo era uno degli elementi che poteva cozzare con le competenze del commissario governativo. Intervenuto ai lavori, il dg del dipartimento di Tutela della Salute Antonio Belcastro ha suggerito di dettagliare meglio la parte in cui la norma prevede la decadenza degli organi delle aziende fuse, tanto per evitare vuoti di gestione.

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IL NODO POLITICO - L’adozione di una nuova legge sull’integrazione, almeno ad oggi, è un’ipotesi molto complicata. Da qui alla fine della legislatura mancano pochi mesi. Si tratterebbe di assumere una decisione così importante (e politicamente delicata) proprio in coincidenza della campagna elettorale delle Regionali. Si aggiunga il fatto, e questo è il sospetto di numerosi consiglieri che seguono la partita dell’azienda unica da vicino, che il commissario Cotticelli, espressione dal governo gialloverde, possa sempre e comunque contrastare quanto sarà deliberato dal Consiglio regionale soltanto per pregiudizio politico. Dei Cinque Stelle, nello specifico. Molto dipenderà cosa sarà stabilito nel nuovo programma operativo 2019-21 (qui un’anteprima sul tema), il documento che stabilisce le linee guida di politica sanitaria per il prossimo triennio, anche sulla riorganizzazione della rete ospedaliera. (g.r.)

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