"Io, prete dopo 20 anni da poliziotto": don Ernesto racconta la sua nuova vita da sacerdote

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images "Io, prete dopo 20 anni da poliziotto": don Ernesto racconta la sua nuova vita da sacerdote

  21 aprile 2022 12:17

di TERESA ALOI

I primi anni di vita vissuti a Braunschweig, in Germania, non molto distante da Wolfenbuttel, cittadina della bassa Sassonia che lo ha visto nascere 43 anni fa. Una esistenza piena di amore e gentilezza, quella vissuta da Ernesto Piraino, da poliziotto a prete a servizio degli altri.  Già, a servizio del prossimo, perché di fatto anche svestendo la divisa e indossando l'abito talare, la sua vocazione non è mutata: aiutare gli altri. Ieri, nei panni di ispettore di polizia,  ora (da 5 anni) al servizio di Gesù e dei suoi parrocchiani nella parrocchia Sant'Andrea Apostolo di Guardia Piemontese.

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La sua storia, raccontata in un libro autobiografico ("Dalla divisa alla tonaca. La storia del poliziotto diventato prete"),  non è la sua storia vocazionale, ma la sua vita.

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Dalla Germania, dove rimase pochi anni  ma sufficienti per conservare "immagini di bellezza, ordine e grande armonia",  in Calabria a San Marco Argentano, "piccolo paesino in provincia di Cosenza, dal quale proveniva mio padre". Una storia comune ai più, quando  gli emigranti sognavano di accumulare qualche risparmio per poter costruire casa in patria e farvi ritorno al più presto. E forse non è un caso che la famiglia materna è originaria di Serra San Bruno, paese dell’entroterra calabrese noto per  la presenza all’interno dei suoi verdi boschi della famosa Certosa dei monaci certosini.

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Ottimi voti a scuola, carattere mite e gioviale, Ernesto soffre per quel rapporto non sempre positivo con alcuni  compagni e con l’insegnante. Un rapporto che condizionerà  in negativo la serenità delle sue giornate.

"Ma nessun seme gettato nel campo della vita cade invano, forse proprio l’abbondanza di quella seminagione intrisa di lacrime e amarezze - sottolinea - ha permesso alla pianta della giustizia di germogliare fino a crescere ed irrobustirsi per diventare albero solido dalle radici profonde, costantemente innaffiato da un grande desiderio di riscatto".

Sono gli anni in cui bambino comincia a "gustare" la presenza del Signore. Il catechismo, la Santa Messa prefestiva al sabato sera, "il fascino misterioso che abitava la persona dei sacerdoti, l’annuale processione in onore di San Francesco di Paola in occasione della festa patronale, tutto restituiva al mio spirito assetato una goccia d’infinito, tutto generava un’impercettibile scintilla d’amore sufficiente a riscaldare il mio piccolo cuore bisognoso di amore".

Allora, forse, era troppo giovane per capire ciò che avrebbe compreso più tardi: " il Signore mi amava di un amore unico e infinito, ma avvertivo che stare alla Sua presenza mi restituiva immensa gioia e grande pace interiore". Ma "la tenera età, il contesto famigliare e sociale in cui era calata la mia esistenza, non mi aiutavano a mettere a fuoco  nulla che avesse i contorni di un progetto di vita, ma il Signore non smise mai di cercarmi".

Quelli che seguirono sono anni belli e intensi  per Ernesto: dopo le scuole medie, durante le quali frequenta  per un certo tempo anche l’accademia di pianoforte,  spinto dalla passione per le materie umanistiche e dall’avversione per quelle scientifiche, sceglie di proseguire gli studi  al Liceo Classico del suo paese.

"Spesso al mattino, prima di entrare a scuola, mi ritiravo - ricorda - su una panchina nascosta all’interno della villetta comunale antistante l’istituto d’istruzione, e mi immergevo nella lettura dei racconti di Jules Verne, autore che ho sempre amato. Alcune volte partecipavo anche alla Santa Messa che si celebrava alle 8 nella mia parrocchia, e comunque tutti i giorni entravo a fare il mio piccolo momento di preghiera prima di iniziare le lezioni. Quegli anni carichi di emozioni, caratterizzati dai primi innamoramenti, sono volati presto cedendo il posto ai progetti dell’età adulta".

Subito dopo la maturità decide di tornare in Germania, per lavorare in un locale di Stoccarda insieme ad un cugino. Nonostante  l’esperienza indubbiamente importante per la sua  crescita umana - "per la prima volta dovetti rimboccarmi le maniche e pensare davvero a tutto da solo" - a settembre dello stesso anno rientra  per un breve periodo di vacanza in Calabria, per poi ripartire alla volta di Bergamo. E fu proprio a Bergamo che, dovendo assolvere gli obblighi di leva più volte rimandati a causa della scuola,  vinse il primo concorso in Polizia.

Da Campobasso a Reggio Calabria  dove la sua mia carriera comincia a muovere i primi passi. Ma non solo.  Arriva l'amore e nel 2005 inizia a programmare il matrimonio. Acquista  un appartamento, con tanto di mutuo, e, insieme a quella che avrebbe dovuto essere la compagna di vita,  inizia un percorso di accompagnamento spirituale in preparazione al sacramento nuziale.

"Ma come mi piace dire spesso, avevo fatto i conti senza l’oste". Lavoro, fidanzata, amici e la parrocchia. Ernesto ha tutto ciò che un uomo possa desiderare. Ma è proprio la parrocchia a "mettersi di traverso" tra lui e la compagna. 

Le sue continue "incursioni", le mezze verità sussurrate pur di andare a vivere un momento di silenzio e preghiera in Chiesa, la sempre più ricorrente profezia “se vuoi farti prete dimmelo chiaro!”, sembravano stridere con il loro programma di vita.

Poi, alla fine, nel 2006 che le  strade si dividono, "il Signore sembrava avere altri progetti". "Nei mesi che seguirono la rottura del mio rapporto affettivo, iniziai ad investire sempre più tempo e risorse in parrocchia a Scilla, dove nel frattempo mi ero trasferito, fino a diventare educatore del settore giovanissimi e giovani".

Ed è sempre nel 2006,  che prende avvio nella comunità ciò che avrebbe di lì a pochi anni condizionato in maniera decisiva il suo percorso di crescita spirituale, l’Adorazione Eucaristica perpetua. Davanti a Gesù, giorno dopo giorno, seppur inconsapevolmente, cresce in Ernesto il desiderio di donarsi a Lui nel sacerdozio. 

Un anno. Dodici mesi o giù di lì e, nel 2007, Ernesto lascia gli studi di Giurisprudenza  - al quarto anno -  e si iscrive alla facoltà di Teologia presso la Pontificia Università Salesiana di Messina.

"Fu una svolta importante. Più passavano i mesi, più mi rendevo conto di trovarmi nel posto giusto con le persone giuste. Non mi risultò semplice, soprattutto all’inizio, adeguarmi al nuovo ritmo, e la frequenza obbligatoria mal si sposava con la turnistica del mio lavoro. Sentivo che quanto stavo facendo era parte di un progetto più grande, e che il Signore avrebbe provveduto man mano ad appianare le strade". 

L'abbraccio del padre spirituale mette un punto fermo nella vita di Ernesto. L'ingresso in seminario, la gioia infinita "nel sapermi finalmente nel posto giusto, ero dove volevo essere, e questo mi bastava". Ormai quella divisa gli sta stretta.    

"Mi sentivo pronto al grande salto, il cuore e la mente mi suggerivano che la Messe era ormai matura, l’accompagnamento discreto del Padre Spirituale mi confermavano in questo santo proposito".

L'11 Febbraio 2017, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, nella Cattedrale di San Marco Argentano, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S. E. Rev.ma Mons. Leonardo Bonanno, Ernesto Piraino viene  ordinato sacerdote.  Quella "scintilla" accesa durante l'adorazione eucaristica perpetua nella  parrocchia di Scilla, anni fa, diventa Luce. Gioia, amore.  

 

 

 

 

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