L'INTERVISTA. La consigliera regionale Flora Sculco: "Oliverio non è solo. Mi ricandido."

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Flora Sculco

Intervista Flora Sculco

  04 ottobre 2019 00:56

di ENZO COSENTINO

Onorevole Sculco, un quadro politico quello attuale in Calabria che è inguardabile oltre che indecifrabile.

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“La situazione è confusa e, direi, complicata oltre che disastrosa, ovunque. Ovviamente la Calabria non poteva restare estranea a questo marasma generale, anzi, qui, da noi, i difetti sono sempre più accentuati ed evidenti rispetto ad altre aeree del paese. Purtroppo.”

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Il centrosinistra non ha più nello schieramento un partito guida, ruolo che il Pd stenta a riprendersi. Alle prossime regionali dove potrà arrivare?

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“È da tempo che i partiti nazionali sono in crisi ed in difficoltà. Questa condizione si registra ancor di più in Calabria, dove c’è un PD commissariato, in permanente conflitto interno e che, allo stato, appare privo di una bussola per andare avanti. Che possiamo dire…auspichiamo che si renda conto del ruolo importante e decisivo nell’attuale fase politica calabrese, soprattutto in relazione alle ormai imminenti elezioni regionali, rispetto alle quali, come si può constatare, la confusione regna sovrana. Confermo la necessità di rimboccarsi le maniche, darsi da fare, magari riscoprendo unità e sintesi fra le diverse parti e componenti dello stesso PD.”

La legislatura che si avvia alla conclusione come può essere considerata da chi come lei l’ha vissuta fra i banchi di Palazzo Campanella?

“Come tutte le esperienze, anche questa ha avuto luci ed ombre. Di sicuro sono stati compiuti passi significativi nell’utilizzo della spesa comunitaria, così come la commissione europea ha più volte certificato. E poi bisogna riconoscere che, in assenza dei partiti, il Presidente Oliverio ha saputo stabilire e realizzare un rapporto di interlocuzione e di collaborazione e di sinergia con l’intero sistema delle autonomie locali, che hanno potuto così beneficiare di significative risorse con le quali hanno affrontato problemi atavici vissuti dalle loro comunità. Dopo decenni Reggio Calabria ha il potabilizzatore; si realizzerà l’elettrificazione della linea ionica per la quale si spenderanno 540 milioni di euro; i tre aeroporti calabresi hanno ripreso e sviluppato la loro attività volativa e tante opere di particolare rilievo in campo ambientale, idrogeologico, agricolo sono state finanziate nei comuni e nelle città capoluogo e questo darà una “armatura infrastrutturale” che rafforzerà la possibilità di realizzare significativi processi di sviluppo.”

Il movimentismo civico ha messo all’angolo i partiti.

“I partiti si sono messi all’angolo da soli, perché come ho già detto, non sono riusciti a stare al passo coi tempi e da qui è nato un ricco e variegato mondo che si è espresso attraverso il civismo sociale, territoriale e politico.”

Sono quasi tutti in crisi i settori della vita pubblica della Calabria e la sanità su tutti. Si è data una spiegazione?

“Ha ragione Lei! Non sono solo i settori della vita pubblica ad essere ammalati ma anche quelli privati. È una crisi, quella calabrese, che non risparmia niente e nessuno! In particolar modo per quanto riguarda la sanità, basti pensare al dato della migrazione sanitaria per confermare una situazione a dir poco allarmante tale da richiedere un deciso e netto cambio di rotta.”

Il presidente Oliverio sempre di più un uomo solo al comando. E senza partito dal momento che il Pd lo considera fuori. Se lo aspettava?

“Solo? Non direi. Il presidente Oliverio ha tanti amici e tanti sostenitori che hanno condiviso il suo impegno e la sua attività di governo. D’altra parte non potrebbe essere diversamente, così come non potrebbe essere diversamente che dall’altra ci sono anche tanti avversari. È la solita Calabria dei conflitti e delle divisioni. Francamente non mi aspettavo ci fosse questa lacerazione, anche in forme aspre, fra il presidente Oliverio e il suo partito di appartenenza e auspico che tutto questo possa essere ricomposto e superato nell’interesse della Calabria e dei calabresi.”

E’ tempo di bilanci consuntivi personali che “faccia” mostrare agli elettori chi ha governato stando con la maggioranza, per chiedere consensi nel caso di ricandidature.

“Senza enfasi, ma con assoluta sincerità ed umiltà, ho cercato in questi anni di fare il mio dovere, di svolgere quella funzione di servizio che ritengo propria del ruolo di consigliere regionale e di rappresentare gli interessi, le aspettative e i bisogni dei territori, non solo quelli di appartenenza, ma nel contesto dell’intera realtà calabrese. Ho fatto la mia parte e con il mio lavoro ed il mio impegno continuo e costante, in questi cinque anni, ho potuto dare risposte da lungo tempo attese. Mi sento con la coscienza a posto. Certo c’era e c’è ancora bisogno di fare di più, molto di più, ed è quello che mi propongo con determinazione di fare nel proseguo del mio impegno politico.” Vedremo.

Ma lei si ricandida?

“Ho già dichiarato la mia disponibilità a continuare a lavorare per il mio territorio, per la Calabria e i cittadini calabresi. Come ho già detto, la situazione è confusa. Per quanto mi riguarda, mi adopererò per dare il mio contributo di chiarezza.”

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