Liste d'attesa, Comitato Fisioterapisti Idonei ASP Cosenza: "Proclami fuorvianti nascondono una vera emergenza riabilitativa"

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  30 maggio 2026 11:01

 Riceviamo e pubblichiamo una nota del Comitato Fisioterapisti Idonei ASP Cosenza

 I recenti trionfalismi diffusi a mezzo stampa, che celebrano il report della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa, dipingono una Calabria da record. Leggiamo con stupore le dichiarazioni del direttore generale di Azienda Zero, il quale esulta per il posizionamento della nostra regione nella "parte alta della classifica nazionale", attribuendo il successo a nuovi modelli organizzativi e sistemi digitali. Eppure, questi dati, che incensano la sanità calabrese per miglioramenti circoscritti solo alle prime visite e agli esami diagnostici, non sono altro che proclami fuorvianti e parziali. Si tratta di un'operazione di facciata che nasconde una realtà drammatica: dietro le dichiarazioni rassicuranti e i ringraziamenti istituzionali al personale, si cela una vera e propria emergenza riabilitativa che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. Come Comitato Fisioterapisti Idonei ASP Cosenza, rifiutiamo categoricamente questa narrazione distorta e sentiamo il dovere di denunciare una situazione ormai al collasso.

Oggi, in moltissime aree della nostra provincia e dell'intera regione, il diritto alle cure per i pazienti più fragili viene sistematicamente calpestato. Un malato con patologie croniche, neurologiche o post-traumatiche, che necessita di un percorso riabilitativo attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, si scontra con un muro insormontabile, totalmente ignorato da quegli stessi sistemi di monitoraggio tanto elogiati da Azienda Zero. I tempi di attesa per accedere alle cure fisioterapichevariano dai 6 ai 12 mesi . Le conseguenze di questi ritardi sono devastanti: l'assenza di un intervento tempestivo cronicizza il dolore e aggrava la disabilità motoria. Di fronte a questo scenario vergognoso, chi ha le disponibilità economiche è costretto a svenarsi ricorrendo a cure a pagamento, mentre chi appartiene alle fasce sociali più deboli finisce, tragicamente, per rinunciare a curarsi.

È inaccettabile che si continuino a sbandierare presunti patti di efficienza sulla pelle dei cittadini, quando la causa principale di questo disservizio è la gravissima e cronica carenza di fisioterapisti all'interno delle strutture pubbliche e sul territorio. Il paradosso più crudele di questa emergenza riabilitativa è che la soluzione è già a disposizione delle Aziende Sanitarie. Esistono infatti graduatorie di concorso pubbliche valide, composte da professionisti risultati idonei e pronti a prendere servizio immediatamente. Invece di attingere a queste risorse per potenziare gli organici, abbattere le liste d'attesa reali e garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, si preferisce lasciare i reparti sguarniti e i pazienti abbandonati a se stessi. Il risultato oggettivo di questa inaccettabile inerzia è quello di spingere i cittadini verso il privato convenzionato e le strutture a pagamento: svuotando la sanità pubblica dei suoi professionisti, si dirottano di fatto i malati verso le cliniche private, trasformando il diritto alla salute in un business. Altro che "lavoro di squadra", come decantato dalla dirigenza.

Non possiamo più tollerare che la sanità calabrese venga divisa in prestazioni di "serie A" da esibire nei report nazionali per scalare le classifiche, e terapie di "serie B" completamente ignorate e appaltate al privato. Chiediamo pubblicamente al Presidente della Regione e Commissario ad acta, ai vertici di Azienda Zero e alla Direzione Generale dell'ASP di Cosenza di smetterla con queste illusioni statistiche e di affrontare l'emergenza riabilitativa in corso. Pretendiamo che si proceda immediatamente allo scorrimento delle graduatorie attive, assumendo i fisioterapisti idonei per colmare i vuoti in organico negli ospedali, nei poliambulatori e nell'assistenza domiciliare. I professionisti ci sono e sono pronti a fare la loro parte per la Calabria: è il momento che la politica difenda con i fatti la sanità pubblica, garantendo cure vere a chi soffre.

 

 


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