"Marchiati a vita per un post o un tweet critico": lo sfogo di un’imprenditrice alberghiera cosentina

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images "Marchiati a vita per un post o un tweet critico": lo sfogo di un’imprenditrice alberghiera cosentina

  16 giugno 2022 11:17

"Marchiati a vita per un post o un tweet critico, non sempre rispondente al vero, rimasto impresso nella memoria del web. E' quanto accade a molti imprenditori titolari di strutture ricettive quando il cliente, non ritenedosi soddisfatto, ritiene di dover segnalare al popolo della rete ogni minimo disservizio, magari manipolando la verità con immagini estrapolate dal loro contesto e con argomentazioni spesso pretestuose. Così, quel giudizio non benevolo rimane accostato, senza alcun riscontro, come un marchio d'infamia al nome di un albergo sui motori di ricerca".

A denunciare il fenomeno è Lucilla De Rose, imprenditrice alberghiera, il cui sfogo è stato raccolto dall'AGI.

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 "La stagione è partita bene, e a dire la verità abbiamo lavoricchiato anche nel periodo del Covid. Abbiamo un bel programma e delle buone prenotazioni e speriamo anche nelle condizioni del mare, che ci dia una mano. In questi giorni è molto bello. E speriamo di poter allungare la stagione anche fino ad ottobre" , che gestisce l'albergo di famiglia a Scalea, sull'alto Tirreno cosentino. Una struttura a 4 stelle che si affaccia sul mare. "Mio padre comprò questa collinetta quando intorno non c'era nulla, e costruì qui il suo sogno", racconta.  Dalle grandi finestre si vede il mare, come fosse un quadro ma la donna è amareggiata. Ha ricevuto delle critiche, sui siti dedicati al turismo, che non ritiene giuste. E si sente colpita nell'intimo. "Diciamo - spiega  - che la cosa che ci rende inermi, e questo coinvolge anche tanti altri ristoratori e albergatori, è quella della critica gratuita. Si parte da un mobile che non ti piace nell'hotel fino alla critica del  minimo comportamento che non sembra soddisfacente per il cliente. Spesso sono davvero delle critiche ingiuste, -  racconta - e questo ci rende vulnerabili, ci lascia amareggiati. A volte è la grande passione che ci mettiamo a farci andare avanti, sennò diremmo 'ma chi me la fa fare...'.

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"Ammettiamo che tutti possiamo sbagliare - dice Lucilla - e sappiamo bene che chi viene in vacanza debba essere sempre ben accolto e con il sorriso. Ce la mettiamo tutta, con grandi sacrifici -  racconta l'albergatrice - ma i motori di ricerca non ci aiutano, se ci criticano anche duramente: dicono che se non sono offese dirette, non possono fare nulla".

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   E le critiche restano lì, in eterno. L'amarezza traspare nello splendido giardino infiorato dell'albergo con vista sul mare. "La situazione è peggiorata da quando c'è la grande diffusione dei social. Mi ricordo di una signora - dice Lucilla - che è andata al quarto piano del nostro hotel, dove non ci sono stanze: è una sorta di deposito, e non era proprio in ordine. Ha fatto un video e ha fatto credere che quello fosse il corridoio dove c'era la sua stanza. Così ci sentiamo davvero inermi! Ci sentiamo molto colpiti". 

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