Monongah, la Marcinelle americana: 171 italiani, molti dei quali calabresi, tra le vittime

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  08 agosto 2026 12:23

Monongah, la Marcinelle americana: viene definito così il disastro avvenuto il 6 dicembre 1907 nella miniera di Monongah, in Virginia, esattamente cinquantanni prima della strage in Belgio, ma che rappresenta la più grave sciagura mineraria dell’emigrazione italiana e meridionale in particolare e che è dunque opportuno ricordare nella giornata dell’8 agosto dedicata alle vittime del lavoro.

Se a Marcinelle persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, a Monongah le cifre ufficiali parlano di 362 vittime, seppure molti anni dopo, nel 1964, una pubblicazione sulla rivista Science affermò che il numero dei minatori deceduti nella sciagura fosse assai maggiore di quello ufficialmente diffuso sino ad allora e dovesse invece essere portato a oltre 500. Di quei morti, dovuti a una esplosione nella miniera di carbone della Fairmont Coal Company, 171 erano italiani, tutti emigrati dal Molise, dalla Calabria e dall’Abruzzo.

Tra i paesi calabresi maggiormenete colpiti dalla tragedia figura anzitutto San Giovanni in Fiore, con una trentina di vittime, poi San Nicola dell’Alto, Falerna, Strongoli, Gizzeria, Castrovillari e Lago.

In Calabria la tragedia ebbe un drammatico effetto sulla comunità specie su quella di San Giovanni in Fiore che già all’inizio del secolo era interessata da una forte emigrazione. Proprio a San Giovanni in Fiore è ancora in voga l'espressione “non vado a minonga” quando si vuole dire che non si ha intenzione di scomparire senza lasciare tracce. Il numero dei caduti italiani fa dunque della tragedia mineraria di Monongah una delle più gravi, se non la più grave, mai abbattutesi sulla comunità italiana.