
“La morte di Antonio “Tonino” Sommario non può essere archiviata come una tragica fatalità. A Longobucco il servizio di emergenza-urgenza 118 era formalmente previsto, disciplinato da una convenzione sottoscritta tra l’ASP di Cosenza e un’Organizzazione di Volontariato, ma non è mai diventata operativa. È su questo corto circuito istituzionale che ho chiesto risposte puntuali al ministro della Salute e alla Prefetta di Cosenza”. Lo dichiara in una nota la deputata M5S Vittoria Baldino.
“La convenzione – spiega Baldino – qualifica il servizio 118 come pubblico, essenziale e non interrompibile, con copertura H24. Tuttavia, l’attivazione del punto di stazionamento di Longobucco risulta subordinata a una serie di adempimenti amministrativi e autorizzativi in capo alle istituzioni competenti. Il nodo non riguarda l’associazione di volontariato, che non può operare senza il completamento dell’iter previsto, e che risulterebbe aver acquistato una nuova ambulanza per erogare il servizio, ma il mancato coordinamento e la mancata tempestività delle amministrazioni coinvolte”.
“Vicende come questa mostrano con chiarezza la distanza che può crearsi tra i proclami ufficiali e la vita reale delle comunità, soprattutto nelle aree interne. Quando i servizi vengono annunciati o formalmente istituiti, ma non resi concretamente operativi, il rischio è che la narrazione istituzionale finisca per nascondere fragilità che emergono poi nei momenti più drammatici”.
“Nell’interrogazione parlamentare ho chiesto di chiarire – prosegue la parlamentare – quali uffici fossero responsabili del rilascio dei pareri igienico-sanitari e di sicurezza, e perché soprattutto nonostante una convenzione sottoscritta il 12 settembre scorso, il servizio non fosse attivo al momento del bisogno”.
“Con una formale nota al Prefetto di Cosenza – aggiunge Baldino – ho inoltre chiesto l’attivazione dei poteri di vigilanza e coordinamento, affinché venga accertato se vi siano state omissioni, ritardi o inerzie amministrative che abbiano di fatto lasciato un’intera comunità priva di un servizio di emergenza vitale”.
“Nelle aree interne – conclude Baldino – l’assenza o il ritardo di un’ambulanza non è una variabile neutra: è una questione di vita o di morte. Per questo serve chiarezza e definire le responsabilità sulla mancata attivazione della convenzione ma soprattutto serve che il servizio di 118 a Longobucco sia reso immediatamente operativo. Lo Stato non può arretrare proprio dove la fragilità è maggiore”.
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