'Ndrangheta nel Crotonese, "Jonny". Il pentito Mercurio svela "il sistema" degli appalti sulle mense

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images 'Ndrangheta nel Crotonese, "Jonny". Il pentito Mercurio svela "il sistema" degli appalti sulle mense
don Edoardo Scordio
  18 maggio 2021 07:08

di EDOARDO CORASANITI

Il pentito Domenico Mercurio, 51 anni, di Isola Capo Rizzuto, dice di essere stato un amico di Antonio Poerio, 48 anni, uno degli imputati del processo "Jonny", in corso davanti alla Corte d'Appello di Catanzaro, condannato a 20 anni di reclusione con il rito abbreviato nel giugno del 2019: intimi a tal punto che Poerio gli avrebbe confessato con chi nel passato avesse fatto affari e in particolare per gli appalti delle mense scolastiche nel Comune di Isola Capo Rizzuto. Secondo Mercurio, il meccanismo avrebbe funzionato grazie all'intervento di Leonardo Sacco (condannato in primo grado in abbreviato a 17 anni) e a Don Edoardo Scordio, (condannato con il rito ordinario a 14 anni e 6 mesi di reclusione), i quali "avevano rapporti con gli esponenti del comune di Isola Capo Rizzuto".

Il contenuto delle dichiarazioni fanno parte del verbale riassuntivo depositato ieri durante l'udienza del processo d'Appello denominato "Jonny", l'operazione del maggio del 2017 con la quale la Dda di Catanzaro ha portato alla luce le presunte ingerenze della cosca Arena nella gestione del Centro di accoglienza per migranti e nell'economia del territorio di Isola Capo Rizzuto. Entro il 24 maggio la Procura di Catanzaro dovrà depositare il verbale integrale. Una fase decisiva e centrale del processo, visto che le accuse mosse sono pesanti e gravi. Una volta in possesso delle dichiarazioni complete, le difese potranno cercare di indebolire le tante (e contornate in alcuni casi da "non ricordo con precisione) volte in cui Mercurio punta il dito. Accuse fondante su confessioni che il pentito avrebbe ricevuto da Poerio ma che dovranno essere provate con riscontri esterni. 

Un mese fa è iniziato il processo con d'appello con rito ordinario: in primo grado, a giugno 2020, il Tribunale di Crotone ne ha condannati 21 mentre gli assolti sono stati 17 (LEGGI QUI LA SENTENZA DI PRIMO GRADO IN ORDINARIO).

In abbreviato le condanne sono state 66 mentre 16 le assoluzioni (LEGGI QUI LA SENTENZA DI PRIMO GRADO IN ABBREVIATO).

Anche la fase del rito abbreviato si trova davanti alla Corte d'Appello di Catanzaro (LEGGI QUI LE RICHIESTE DI CONDANNA DELLA PROCURA IN APPELLO PER IL RITO ABBREVIATO).

Nel collegio difensivo gli avvocati Armando Veneto, Vitaliano Leone, Tiziano Saporito, Gregorio Viscomi, Natale De Meco, Giuseppe Tortora, Giuseppe Mario Aloi, Gianni Russano, Silvano Cavarretta, Pasquale Lepera, Giuseppe Napoli, Mario Saporito, Graziella Maietta, Francesco Sacco, Salvatore Iannone, Vincenzo Calabrese, Mario Nigro, Mario Prato, Vincenzo D'Ascola, Vincenzo Girasole, Luigi Frustaglia, . Per le parti civili: Gaetano Callipo, Paolo Sanchini, Frank Mario Santacroce, Michele Gigliotti, Vincenza Rando, Francesco Maria Sicilia. 

Condotto dal pubblico ministero Domenico Guarascio, l'interrogatorio ha prodotto un verbale datato 14 maggio 2021: pochi giorni fa, Mercurio, impiegato per sua stessa ammissione nel riciclaggio di capitali illeciti, ha raccontato che Antonio Poerio avrebbe avuto contatti con "questo" Muraca, di cui però non ricorda il nome di battesimo. Dalle ricostruzioni finora condotte dai pm e dal Tribunale di primo grado, si dovrebbe trattare di Angelo Muraca, condannato con il rito abbreviato a 16 anni e 8 mesi in primo grado.

"Sempre insieme a Muraca, Antonio e Fernando Poerio , si sono poi aggiudicati gli appalti per la fornitura dei pasti presso il Cara di Isola Capo Rizzuto. In verità, gli appalti se li aggiudicava la Misericordia di Isola Capo Rizzuto, e loro subentravano come subappalto. Così mi diceva Antonio Poerio, nel senso che, per quanto mi spiegava, era la Misericordia ad avere la gestione del campo e poi la Misericordia affidava, alle società di Antonio, Fernando Poerio e Muraca, la fornitura dei pasti. Ricordo che erano 3 pasti al giorno, colazione, pranzo e cena".  Tutti episodi che Mercurio confessa di conoscere per il rapporto che lo legava ad Antonio Poerio, il quale con lui si sarebbe anche sfogato a causa delle numerose spese da effettuare. 

Il sistema per far fuoriuscire denaro: il collaboratore di giustizia riferisce dell'interessamento delle famiglie di ndrangheta di Isola Capo Rizzuto rispetto agli appalti aggiudicati dai Poerio e dai Muraca.
 "Sugli appalti inerenti le mense che Leonardo Sacco, insieme a Don Edoardo Scordio, avevano adottato un sistema per far fuoriuscire denaro inerente questi appalti, e consegnarlo agli esponenti di queste famiglie, di cui non so dirvi il  nome, se non che appartengono alle famiglie Arena e Nicoscia. Intanto, Antonio Poerio mi disse che, rispetto all'intero subappalto, lui, unitamente al cugino Fernando (Poerio, ndr) ed a Muraca, ne consegnava un dieci per cento a Sacco e a colui che Poerio mi diceva che era in società con Sacco, Don Edoardo Scordio. Ulteriormente, Poerio mi spiegava che le famiglie Arena e Nicoscia avevano indicato degli ulteriori subfornitori da cui l'azienda dei Poerio, che doveva preparare i pasti, dovevano rifornirsi. Si utilizzava, quindi, un sistema di sovrafatturazione del 10 per cento, tra quanto pattuito verbalmente e quanto contrattualizzato tra l'azienda dei Poerio e di Muraca ed i subfornitori. Con successivi prelievi e/o dazioni in contante, da parte dei subfornitori, cadenzati in modo da non creare sospetto, si restituiva il 10 per cento ai Poerio ed a Muraca e questi, poi, lo destinavano ai rappresentanti delle famiglie Arena e Nicoscia. Ripeto, è stato Antonio Poerio a dirmi queste cose ed a dirmi di come questo sistema fosse stato ideato da Sacco e dal suo socio in affari, Don Edoardo Scordio. Anche il 10 per cento, che i Poerio e Muraca destinavano, in prima battuta, a Sacco ed a Scordio. veni va fuori da queste sovrafatturazioni. Considerate, infatti, che, rispetto ad un rapporto commerciale, spesso si fatturano anche le cosiddette "varianti", ossia ordinativi che magari non sono stati precedentemente contrattualizzati. Con queste varianti si faceva fuoriuscire il contante, in prima battura, destinati a Sacco ed al sacerdote". 

Centro ricettivo denominato "Centro Rosmini" e il santuario dove dimorano le suore a Isola Capo Rizzuto. Il collaboratore fornisce qualche piccolo particolare anche se non ammette di saperne molto: "Non so specificare molto, ne so con quali soldi è stato costruito. Quello che posso dirvi è che Poerio mi disse che loro cucinavano anche per le suore, dicendomi che in questo caso la qualità dei pasti era molto migliore rispetto a quelli forniti agli immigrati, e mi disse anche che per tale prestazione non si pagavano, nel senso che omaggiavano, in questo modo, le figure di Sacco e di Don Scordio".

Mercurio, indagato ed assolto in primo grado nell'operazione "Jonny" , prova anche a difendersi per le accuse che gli vengono mosse. La Procura in Appello ha chiesto la condanna ad 8 anni di reclusione: "Rispetto all'operazione di 90 mila euro, che mi contestate e per come emerge dallo stesso provvedimento caute lare per cui sono stato arrestato nel procedimento Jonny, ribadisco quanto ho già detto in sede di interrogatorio di garanzia. Dal mio punto di vista non si tratta di una operazione inesistente, dal momento che Antonio Poerio mi chiese effettivamente di posare un pavimento in resina presso i l capannone della quadrifoglio in località vermica, Ora non ricordo l'assegno a quale società di Poerio era intestato, anzi addirittura mi pare che mi disse che erano soldi della moglie. Io il pavimento l'ho, alla fine, posato e, successivamente al 2012, le fatture le ho registrate".



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