Nuovo ospedale della Sibaritide, Stasi: "Il poliambulatorio è un primo passo, ora servono completamento e servizi"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Nuovo ospedale della Sibaritide, Stasi: "Il poliambulatorio è un primo passo, ora servono completamento e servizi"


  07 ottobre 2026 21:02

"L’apertura del poliambulatorio nel nuovo ospedale della Sibaritide rappresenta un passaggio importante per il territorio, che apprezziamo, ma che deve essere accompagnato dal completamento della struttura, dalla realizzazione delle infrastrutture primarie e dalla piena disponibilità dei servizi sanitari attesi dalle comunità". È questa la posizione del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che ha partecipato all’inaugurazione ribadendo le questioni già sollevate alla vigilia.

«Quando si aprono nuovi servizi nella nostra città, il Sindaco è presente e sostiene ogni avanzamento utile ai cittadini. Non ci sono appartenenze politiche che possano prevalere sull’interesse delle comunità – dichiara Stasi –. La mia presenza, insieme a quella degli altri sindaci, testimonia questo spirito. Ho apprezzato l’intervento del Presidente della Regione, che ha riconosciuto il contributo delle diverse istituzioni e ha chiarito che mancano ancora i servizi primari e che il percorso verso il completamento richiede altro tempo». Per il Sindaco, tuttavia, occorre distinguere con chiarezza l’attivazione degli ambulatori dall’apertura dell’intero presidio ospedaliero.

«Il trasferimento di un ospedale richiede certamente gradualità, ma questa considerazione non può diventare una giustificazione per le lavorazioni ancora da completare. Durante la visita erano visibili aree con controsoffitti aperti, cablaggi pendenti, impianti a vista e spazi ancora in condizioni di cantiere. Le fotografie documentano la distanza che resta da percorrere. L’apertura del poliambulatorio è un primo passo: il trasferimento delle attività ospedaliere nel loro complesso è ancora da realizzare». Una questione centrale riguarda l’approvvigionamento idrico e la gestione dei reflui, in assenza delle reti definitive. «Una vasca di raccolta dei reflui e un approvvigionamento d’acqua mediante autobotte sono soluzioni provvisorie, a tratti imbarazzanti ed evidentemente inadeguate per strutture ben meno delicate di un poliambulatorio sanitario – prosegue Stasi – pertanto la definizione di “servizi autonomi” credo possa rappresentare un utile espediente comunicativo per lanciare un segnale positivo di progresso, il quale però non ha alcun riscontro con la realtà e deve essere superato con urgenza». Il settore urbanistica comunale ha già richiesto integrazioni alla documentazione della segnalazione certificata di agibilità parziale presentata il 1° ottobre. Sul piano contrattuale, il Sindaco ribadisce la necessità di tenere distinta la consegna parziale degli ambulatori dall’ultimazione complessiva dei lavori per l'ospedale. L’articolo dell’addendum reso pubblico indica un termine di 911 giorni naturali e consecutivi, inclusi i collaudi.

«L’inaugurazione di una parte della struttura - sostiene - non può essere utilizzata per considerare concluso ciò che concluso non è. Devono essere dunque applicate le penali previste dai contratti. Conoscendo la professionalità messe in campo dal concessionario, sono certo concorderà sul fatto che le risorse pubbliche appartengono ai cittadini e vanno tutelate indipendentemente dalle appartenenze politiche di chiunque, trattandosi già, per altro, dell'ospedale più costoso d'Italia.». Stasi rilancia quindi la proposta di destinare le somme recuperate al potenziamento dell’offerta sanitaria, attraverso gli atti e le procedure necessari. «Chiediamo - dice - di recuperare servizi fondamentali originariamente previsti e successivamente tagliati, a partire da Emodinamica e Medicina nucleare, insieme a tecnologie e servizi d'avanguardia. Le comunità hanno bisogno di un ospedale completo, utile e funzionante. Un edificio moderno deve avere attrezzature adeguate e condizioni capaci di attrarre le migliori professionalità: sono queste a rendere effettivo il diritto alla salute».

Infine, il Sindaco richiama le dichiarazioni pronunciate durante l’inaugurazione dall’ingegner Claudio Moroni, Commissario delegato della Presidenza del Consiglio dei ministri per l’edilizia sanitaria della Regione Calabria e Responsabile unico di progetto del nuovo Ospedale della Sibaritide, relative a presunte volontà di ostacolare la realizzazione e l’apertura della struttura. «Sono parole importanti, che meritano un chiarimento nelle sedi competenti. Occorre ricostruire con precisione le responsabilità, gli impegni e le attività dei soggetti chiamati a realizzare le opere, a partire dal Commissario nazionale per la depurazione e da SoRiCal, ciascuno per le proprie competenze. Il territorio ha diritto di conoscere le ragioni di tali circostanze.». «Continueremo a sostenere ogni passo avanti – conclude Stasi – e, con la stessa determinazione, a chiedere un ospedale degno di questo nome. Di scatole vuote il nostro territorio ne ha avute già abbastanza».