
"La morte di Ornella Forastefano, 46 anni, uccisa ad Amendolara dopo una brutale aggressione, ci lascia sgomenti e pieni di rabbia. Una donna è stata picchiata a morte e il suo corpo è stato lasciato davanti all’ingresso dell’ospedale di Trebisacce. Di fronte a una tragedia simile non possiamo limitarci all’ennesima dichiarazione di cordoglio.
Come Rifondazione Comunista Calabria esprimiamo innanzitutto vicinanza ai figli, alla famiglia e a tutte le persone che le erano vicine.
La violenza contro le donne non è un’emergenza occasionale, né una devianza individuale da relegare alla cronaca nera. È una questione politica e sociale, profondamente legata ai rapporti di potere e alla cultura patriarcale.
Non abbiamo bisogno di aggiungere aggettivi come “mediterraneo” alla parola patriarcato. Il patriarcato è patriarcato: un sistema nel quale gli uomini hanno storicamente esercitato potere, controllo e autorità sulle donne e nel quale persistono ancora oggi ruoli, disuguaglianze e stereotipi che possono alimentare la violenza.
E non accettiamo nemmeno che, davanti a un femminicidio, si cerchino spiegazioni altrove: nell’origine geografica, nella criminalità organizzata o in presunte caratteristiche culturali dei territori. La violenza di genere attraversa la società e non può essere utilizzata per costruire facili capri espiatori o per alimentare l’ennesimo racconto stereotipato del Mezzogiorno.
Allo stesso tempo, chiediamo alla stampa e a chi racconta questa vicenda di mantenere il centro della narrazione sulla vittima e sulla violenza subita. Ornella non è un caso di cronaca da scavare nella storia familiare per cercare una spiegazione. Ornella è una donna che è stata uccisa. Eventuali vicende del suo passato non possono diventare un modo per spostare l’attenzione dalle responsabilità di chi l’ha aggredita e uccisa.
Questa tragedia riporta ancora una volta al centro anche le responsabilità della politica e delle istituzioni. Servono risorse certe e continuative, personale adeguatamente formato, strutture accessibili, case rifugio, servizi territoriali e una rete pubblica capace di intervenire prima che la violenza arrivi al suo esito più drammatico. I centri antiviolenza non possono essere costretti a sopravvivere grazie alla precarietà e al lavoro volontario di chi ogni giorno sostiene le donne che chiedono aiuto.
Come Rifondazione Comunista Calabria continueremo a batterci perché la lotta alla violenza di genere sia una priorità politica permanente e perché l’autonomia economica e sociale delle donne, il diritto al lavoro, alla casa, ai servizi e all’autodeterminazione siano considerati strumenti fondamentali di prevenzione della violenza.
La morte di Ornella non può diventare l’ennesimo episodio destinato a scomparire dalle cronache dopo pochi giorni".
Lo scrive Caterina Muraca, Responsabile Questioni di Genere Rifondazione Comunista Calabria
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