Ospedale di Corigliano-Rossano, Stasi punge ancora Cotticelli e l'Asp: "E' vergognoso l'immobilismo nel reclutamento del personale"

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Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi
  22 ottobre 2019 18:58

"Forse qualcuno avrà pensato che, passata la nottata, sarebbe tutto finito. Non è così. Non ci giungono voci di effettivo rafforzamento del personale medico nell'ambito dello Spoke Corigliano-Rossano, quindi non ci risultano superate le criticità che, nella scorsa settimana, avevano causato la sospensione dei ricoveri nel reparto di Pediatria e, conseguentemente, di Ginecologia-Ostetricia".

Per il sindaco Flavio Stasi "L'immobilismo dell'Ufficio del Commissario e della Dirigenza dell'Azienda Sanitaria nel reclutamento e riorganizzazione del personale medico non è più tollerabile. Lo Spoke Corigliano-Rossano è l'unico punto di riferimento di un'intera fascia dal sistema sanitario a brandelli, sul quale convergono giornalmente migliaia di pazienti. Trovo semplicemente vergognoso che si costringano i dirigenti delle Unità Operative ad elemosinare personale medico per garantire i servizi minimi. Trovo vergognoso che per mesi le dirigenze degli enti superiori della Sanità abbiano colpevolmente ignorato le numerose comunicazioni formali provenienti da reparti ormai allo stremo, che riescono a malapena a fornire assistenza essenziale soltanto grazie a turni insostenibili".

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"Come rappresentante della comunità, ma credo di interpretare il pensiero ed i sentimenti anche degli altri rappresentanti del territorio, non assisteremo più in silenzio ai giochi di potere ed agli squallidi equilibrismi di una organizzazione sanitaria che sta letteralmente uccidendo il diritto alla salute. Si individuino immediatamente, così come già garantito formalmente qualche giorno fa, le misure per superare le criticità dei reparti in sofferenza.  Senza tali provvedimenti, è evidente come vengano meno le condizioni minimali per un rapporto istituzionale sano e corretto, e non potremo fare altro che prenderne atto e regolarci di conseguenza". 

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