Terremoto, parte la riorganizzazione della Protezione civile. Borrelli: "Fatto un buon lavoro". Ma Abramo lancia l'allarme: "Rischiamo l'emergenza rifiuti"

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Il direttore della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli a Catanzaro
  28 ottobre 2019 19:11

di MASSIMO PINNA

Un sistema di protezione civile snello, efficiente, basato su due linee guida fondamentali: la riorganizzazione in contesti territoriali ed ambiti ottimali e quella che il direttore della protezione civile nazionale Angelo Borrelli, non esita a definire “la rivoluzione dell’informazione ai cittadini”. Alla prefettura di Catanzaro, tutti i prefetti calabresi, il sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro Sergio Abramo e la Regione, il rappresentante Anci regionale e sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, con il vicepresidente della giunta regionale Francesco Russo e il comandante nazionale del corpo dei Vigili del Fuoco Fabio Dattilo, hanno dato il via alla seconda fase che porterà al nuovo piano di protezione civile regionale. Un piano che parte dal Pon Governance 2014-2020, dove la Calabria, riconosciuto da tutti, Borrelli in primis, “ha fatto un ottimo lavoro”, e, tra le prime in Italia, come sottolineato dal comandante nazionale del corpo dei Vigili del Fuoco Fabio Dattilo: “Spesso il primo è il passo più difficile da fare”.

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In sintesi, grazie “ad un lavoro di tutti, prefetti, Regione, Protezione civile, procederemo a breve – ha affermato Borrelli – ad una riorganizzazione, snella e funzionale, del sistema complessivo di protezione civile”. Dove si capirà, e si comunicherà in modo automatico ai cittadini, dove, come, chi, e ruolo di ognuno, cittadini compresi, si dovrà fare in caso di emergenza. "Il nuovo sistema di allertamento nazionale della popolazione è ormai realtà ed entrerà in funzione a partire dall'anno prossimo – ha aggiunto Borrelli - oggi siamo qui per presentare la nuova organizzazione della macchina della Protezione civile in questo territorio. Abbiamo ottimizzato l'organizzazione delle Prefetture e stiamo lavorando sia per ottimizzare la gestione delle emergenze sia per prevenirle. Infatti, da un lato ci organizziamo per gestire gli eventi emergenziali e calamitosi sul territorio e dall'altro per prevenirli con un sistema di allertamento”. La sfida è importante, inutile negarlo. La Calabria, delle 2000 zone sismiche italiane, ne conta 1500. Ma possiamo rivendicare, come fa Russo che “da 50 scuole a norma, oggi, abbiamo messo in sicurezza antisismica quasi 800 delle 2000 scuole in Calabria, e puntiamo a adeguarle tutte”. Una Regione dalle tante emergenze, sicuramente.

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Abramo, in un intervento efficace,  è andato oltre le questioni legate strettamente alla sicurezza. “Tra poco, oltre all’emergenza sismica, a quella idrogeologica, in Calabria avremo l’emergenza rifiuti in discarica. Se così permane la situazione, a gennaio-febbraio avremo il collasso del sistema. Ora è il momento di dare risposte, ma per farlo occorre quello che ancora manca, un tavolo permanente dove far emergere i problemi, condividerli, trovare le soluzioni prima, non quando ormai saremo in emergenza”. Come dire, ben venga certo la protezione civile e la diffusione della cultura della sicurezza da rischio sismico ed idrogeologico, ma la Calabria, paradigma per ogni evento imprevedibile, soffre, o soffrirà tra poco, anche di altre emergenze di uguale impatto se non peggio. Urge metterci mano. E presto.

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