Polemica sulla costituzione parte civile nel processo “Gettonopoli”. Pd: "Maggioranza spaccata"

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  24 giugno 2021 14:39

"L'ultimo provvedimento della 'mezza' Giunta Abramo non fa altro che rendere ancora più evidenti le divisioni all'interno dell'esecutivo comunale. La costituzione di parte civile nel processo “Gettonopoli” (in realtà solo in parte di esso), da atto che doveva rivalutare il ruolo dell’amministrazione comunale è diventato l'ennesimo simbolo della strumentalità con cui opera il centro destra. C'è subito da rilevare che nel prendere questa decisione sarebbe stata quantomeno opportuna la presenza completa e unitaria dei componenti di giunta. L'assenza degli esponenti di Forza Italia è significativa del fatto che l'operazione manca della concretezza politica necessaria e probabilmente è stata fatta solo ed esclusivamente per tentare di lavarsi le mani da responsabilità ben precise".

Così in una nota del Coordinamento cittadino PD Catanzaro. "Senza entrare nel merito delle vicende giudiziarie, - prosegue la nota - quello che a noi interessa sono i risvolti politici della vicenda. Gettonopoli ha rappresentato uno dei momenti più difficili per la città di Catanzaro, costretta a difendersi da attacchi e strumentalizzazioni, dovute anche all’incapacità di risposta da parte dell’amministrazione (soprattutto in alcune trasmissioni televisive di carattere nazionale). Tutti ricordano un sindaco in fuga che non rilasciava dichiarazioni e incapace di prendere una posizione netta. Nel frattempo sono successe altre cose anche più gravi, ma nessuno, nei tempi giusti, ha affrontato politicamente le questioni nella vana speranza che tutto decantasse".

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Ora però, a tempo nettamente scaduto, una parte della giunta comunale si sveglia e partorisce un topolino. Un provvedimento che non fa altro che dimostrarne la debolezza politica e il tentativo di mantenere equilibri precari colpendo solo coloro che sono considerati scomodi rispetto al percorso di questa amministrazione. Quello che risulta ancora più singolare è che nessuno nel frattempo ha cercato di difendere l’operato giornaliero dei consiglieri comunali, cercando almeno di salvare l’importanza della loro funzione rispetto alle indagini in corso. Nessuno, né tantomeno il sindaco, ha avuto il coraggio di difendere la sua stessa maggioranza. Perché il comune di Catanzaro non si è costituito parte civile nei processi di ndrangheta o negli altri processi che hanno interessato altri consiglieri comunali?"

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"Su questo aspetto - ribadisce il Pd - non possiamo che dare ragione a chi asserisce che "il sindaco fa figli e figliastri" e utilizza un atto importante, anche dal punto di vista simbolico, solo ed esclusivamente per fini politici screditandone anche il significato. Il problema è che questo atteggiamento vale anche per l'amministrazione della città. Assistiamo infatti a quartieri di serie A e quartieri di serie B come lo sono tutte le periferie cittadine abbandonate a loro stesse e in preda al degrado assoluto. Allo stesso modo ci sono imprese (soprattutto edili) di serie A e imprese di serie B che non riescono a lavorare con il comune di Catanzaro. Ci sono anche concessionari di serie A che, da come emerge da alcune indagini ottengono in gestione attività pubbliche perché accreditate da alcuni politici di destra e concessionari di serie B.
L’elenco sarebbe lunghissimo, ma il senso è che esiste una questione etica della politica catanzarese ed esiste anche chi cerca goffamente di rifarsi una verginità che ormai è definitivamente persa".

Il Partito Democratico di Catanzaro "vede nel recupero dell’etica nella gestione della cosa pubblica un elemento propedeutico all’azione amministrativa, per questo motivo si è subito voluto fare chiarezza, condividendo la Carta dei Principi e dei Valori del Nuovo Centro Sinistra che in modo trasparente contiene gli anticorpi politici in grado di evitare che si ripetano esperienze simili agli ultimi 'tragici' dieci anni di amministrazione di destra".

 

 

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