IL CASO/ Il commissario dell'Asp di Cosenza nomina come consulente (gratuito) la figlia, poi si pente. Ne arrivano comunque altri due da 70 mila euro

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images IL CASO/ Il commissario dell'Asp di Cosenza nomina come consulente (gratuito) la figlia, poi si pente. Ne arrivano comunque altri due da 70 mila euro

  15 febbraio 2020 14:46

La vicenda è ai limiti del paradossale. Sebbene a titolo gratuito, il commissario straordinario dell'Asp di Cosenza, Daniela Saitta, ieri aveva conferito un incarico di consulenza alla figlia Cristina di Lazzaro. Commercialista, classe 92, avrebbe dovuto supportare la madre nel risanamento dell'Asp. Avrebbe, perché, stando a quanto riferisce l'agenzia Adnkronos, la delibera sarebbe stata revocata in autotutela. Il Codacons in mattinata aveva parlato di "affare di famiglia". La durata dell'incarico era annuale (con decorrenza dal 15 gennaio 2020). Stessa durata per altri due consulenti ingaggiati dalla Saitta. Francesco Cribari, che dovrà occuparsi di ricostruire il contenzioso dell'azienda, e l'avvocato Marta Belmonte, a differenza della figlia del commissario, graveranno per circa 70 mila sulle casse aziendali. 

Un fatto che ha fatto indignare il deputato del Movimento Cinque Stelle Francesco Sapia: «All’Asp di Cosenza è stato oltrepassato ogni limite, nel silenzio e nell’immobilismo della struttura commissariale del governo. Saitta, nominata pur senza adeguata esperienza in materia di organizzazione e gestione sanitaria, si è fatta – ricorda il deputato – la propria segreteria ricorrendo a liberi professionisti. Dopo, confermando, a quanto pare, di svolgere ancora la libera professione, il che è vietato a chi dirige un’azienda della salute, ha dato un incarico alla figlia e infine gliel’avrebbe levato, stando all’Adnkronos. Tutto ciò in una fase estremamente critica per i conti aziendali, nella quale il contesto generale è terribile: il debito sanitario della Calabria, di svariate centinaia di milioni, è schizzato alle stelle, non se ne conosce l’esatta entità ed è stata introdotta l’applicazione del dissesto finanziario alle aziende della salute, il che è un paradosso giuridico insanabile, che il presidente Giuseppe Conte non può ignorare». «Peraltro – aggiunge il parlamentare del Movimento 5 Stelle – chiederò alla commissione Antimafia di verificare se, date le note criticità dell’Asp di Cosenza, ci siano gli estremi per di avviare una verifica su eventuali situazioni dubbie relative a pagamenti. Purtroppo la sanità calabrese continua ad essere colonizzata e nessuno ne risponde, anche in presenza di atti manifestamente scandalosi, prima che illegittimi». «Nella prossima settimana, per l’ennesima volta – conclude Sapia – chiederò ai ministeri della Salute e dell’Economia di mandare a casa la commissaria straordinaria Saitta e i commissari del governo Saverio Cotticelli e Maria Crocco. La Calabria ha bisogno di risposte e di segnali reali. Finora mi sono sentito come l’Agrimensore del Castello di Kafka. Non c’è più tempo da perdere: le istituzioni di governo devono assumersi le loro responsabilità, specie davanti a così tanta evidenza».