
Si chiama Progetto Anastasia, e non è solo un punto ristoro. È un progetto di vita.
Oggi, presso lo stabilimento di Montalto Uffugo, è stato inaugurato "Pit Stop&Go", il punto ristoro aziendale nato nell'ambito del Progetto Anastasia. Un nome tutt'altro che casuale: Pit Stop&Go richiama il ritmo frenetico e preciso del lavoro logistico che si svolge ogni giorno all'interno dello stabilimento, e al tempo stesso evoca l'idea di una sosta, di un momento di pausa e di incontro tra le persone.
Il Progetto Anastasia nasce dalla volontà di DNA Logistica di tradurre i propri valori in azioni concrete, costruendo qualcosa che vada oltre il lavoro: uno spazio dove ogni persona conta davvero. Una volontà che ha trovato forma grazie alla collaborazione con AIPD sezione di Cosenza e Mete, associazione attiva sul territorio cosentino, che hanno accompagnato il percorso con competenza e passione. Cinque ragazzi con sindrome di Down gestiranno il punto ristoro, con la speranza concreta che il progetto cresca e si ampli nel tempo.
A portare il saluto istituzionale e a farsi portavoce delle nobili intenzioni che animano il progetto è stato Giuseppe Pisano, Amministratore Unico di DNA Logistica, che ha ringraziato tutti i presenti sottolineando come questa iniziativa rappresenti molto più di un traguardo aziendale: è la manifestazione concreta di una visione umana e sociale che l'azienda porta avanti con convinzione. Al suo fianco Davide Pisano, che con crescente protagonismo contribuisce a guidare le sorti dell'azienda di famiglia, incarnando quella continuità generazionale che è essa stessa un valore.
Un progetto di questa portata non nasce per caso, e dietro all'inaugurazione di oggi c'è il lavoro silenzioso ma fondamentale di un intero team. Ester Michienzi, responsabile della direzione Legale, ha garantito la solidità giuridica del percorso, affiancata da Marco Correggia, a capo del settore finanza e amministrazione dell’azienda; Alessandro Calveri ha curato la compliance, assicurando che ogni aspetto fosse conforme alle normative vigenti; Rossana Scavelli ha seguito da vicino i lavori di adeguamento del sito, trasformando uno spazio fisico in un luogo accogliente e funzionale. A completare il quadro, Alessandro Roccia e Luigi Mirto, in rappresentanza di DnaLab — la software factory del gruppo — a testimoniare come innovazione tecnologica e responsabilità sociale possano, e debbano, camminare insieme.
Il progetto non nasce da una logica di assistenzialismo, ma da una visione precisa: quella di un'azienda che sceglie di dimostrare che includere non è solo una dichiarazione di intenti, ma un risultato che si costruisce giorno dopo giorno.
Tra gli interventi della giornata, quello che ha toccato più nel profondo è stato senza dubbio quello dedicato allo spirito profondo del progetto: il superamento dei propri limiti non è un'utopia, ma una scelta consapevole e coraggiosa. Tutto è possibile quando la volontà è autentica, quando si decide davvero di volerlo: è allora che le ragioni del sì prendono il sopravvento su quelle del no. Parole che hanno risuonato con forza in una sala già carica di emozione.
Sonia Falcone ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a DNA Logistica per aver promosso e reso possibile un'iniziativa di questo tipo, riconoscendo il valore dell'impegno dell'azienda nel campo dell'inclusione.
All'inaugurazione era presente anche Aurora, mamma di Anastasia — la bambina a cui il progetto deve il suo nome — che ha sottolineato le straordinarie capacità manuali dei ragazzi e come la giusta stimolazione sia tutto ciò di cui hanno bisogno per diventare protagonisti attivi e orgogliosi del proprio lavoro.
Progetto Anastasia è dunque molto più di un punto ristoro. È la dimostrazione che quando impresa, associazionismo e comunità si muovono nella stessa direzione, succedono cose belle. Cose che durano.
Un primo passo, come si era detto fin dall'inizio. Ma che passo.
Maria Assunta De Fazio
Ufficio Stampa DNA Group
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