Pronto soccorso ospedale di Cosenza, il consigliere Annalisa Apicella: "Fondi bloccati dai tecnici del ministero"

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images Pronto soccorso ospedale di Cosenza, il consigliere Annalisa Apicella: "Fondi bloccati dai tecnici del ministero"
Annalisa Apicella
  12 agosto 2021 10:26

"Ieri il commissario straordinario dell'Azienda ospedaliera Isabella Mastrobuono ha partecipato alla seduta della Commissione Sanità del Comune. La discussione che ha animato Palazzo dei Bruzi, presieduta dalla consigliera Maria Teresa De Marco e convocata per esaminare la situazione del Pronto soccorso dell'Annunziata, ha portato alla luce alcune rivelazioni che trovo piuttosto gravi". E' quanto si legge in una nota di Annalisa Apicella, Consigliere comunale di Cosenza.

"La dott.ssa Mastrobuono - prosegue - ha evidenziato che la nostra regione dispone di 100 milioni di euro per l’acquisto di attrezzature per riammodernare non solo il pronto soccorso del nostro ospedale, ma tante aree che hanno bisogno di macchinari più moderni, accurati e sicuri per garantire il diritto alla salute di tutti noi. Bene, questi 100 milioni però da giugno sono fermi, inutilizzati perché il ministro Speranza e la sua struttura non danno l’autorizzazione all’utilizzo alla spesa per garantire il diritto alla salute dei cittadini della provincia di Cosenza e di tutta la Calabria".

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"100 milioni permetterebbero realmente di migliorare l’esperienza e la qualità delle prestazioni per tantissimi utenti dell’Annunziata (e non solo). Avere macchine moderno e personale “aggiornato” oggi consentirebbe di ridurre l'emigrazione sanitaria. In pratica, anziché regalare centinaia di milioni di euro per prestazioni date dalle strutture sanitarie di altre regioni, si potrebbe spendere meno e garantire meno disagi e più diritto alla salute a noi tutti. Trovo questo stato di cose intollerabile, - si legge ancora - di un cinismo agghiacciante, in un periodo in cui l’ospedale e i tanti medici, infermieri, personale tecnico e di supporto hanno dovuto affrontare letteralmente a mani nude una pandemia di dimensioni bibliche e le quotidiane emergenze e necessità di un territorio vasto come la Provincia di Cosenza e di una popolazione, è bene ricordarlo, di oltre 700.000 mila persone. Caro ministro Speranza, se davvero questi soldi sono in attesa di via libera da da parte dei “tecnici” del suo ministero, lei ha sulla coscienza la salute e il diritto alla vita di tanti calabresi. In tanti mesi si sarebbero potute fare gare d’appalto, piani di ammodernamento e magari qualche macchina sarebbe già in funzione e avrebbe permesso una diagnosi precoce di tumore o la scoperta e risoluzione di una patologia".

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"Mi auguro che questi fondi vengano sbloccati il prima possibile e che vista l’emergenza in cui versa l’intero comparto della sanità, pur garantendo legalità e trasparenza, vengano acquistate e collaudate in tempi rapidi le attrezzature che il commissario ha “segnalato” come necessarie per ridare slancio alla funzione del nostro ospedale e garantire un pronto soccorso che salvi vite e garantisca la dignità del malato con cure celeri e tempi di attesa per le analisi ragionevoli. Il diritto alla Salute non deve chiedere permesso, - conclude -  né tanto meno dovrebbe avere bisogno di un permesso per essere esercitato e fruito dai cittadini. Come cosentina sono indignata, come madre e donna preoccupata per la salute di tante persone. Se questo deve essere l’ultimo fardello del commissariamento della sanità calabrese, bene si è scelto di chiudere questo libro degli orrori sulla pelle dei calabresi, nel peggior modo possibile".

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