Puccio (Pd): Decine di Comuni rischiano il default

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  24 luglio 2019 16:04

"Decine e decine di Comuni calabresi sono in una situazione di vero allarme e  rischiano il default nonostante abbiano approvato piani di riequilibrio finanziario. Si tratta di una condizione molto pericolosa in quanto, nonostante la programmazione stilata, quasi certamente molti di questi Enti, allo stato attuale,  non riusciranno a risanare la loro situazione finanziaria.  Il fatto stesso di aver dato esecuzione a procedure di dissesto e pre-dissesto certifica quanto il peso di debiti e i mancati nuovi introiti determini una condizione di squilibrio strutturale che, inevitabilmente, non potrà portare a soluzioni positive.  Il tutto, è bene tenerlo a mente, per i cittadini si traduce in un aumento della tassazione locale (derivante dalle stesse procedure di legge) e in minori servizi comunali assicurati". Lo spiega Giovanni Puccio, responsabile organizzativo PD Calabria

            "Se a questo- scrive - si aggiunge l’impossibilità da parte dei Comuni di poter dar luogo ( sempre in ossequio alle normative vigenti) a nuove assunzioni mirate alla riorganizzazione della macchina burocratica in funzione di una maggiore capacità di riscossione dei tributi locali, si comprende bene che la situazione si sta aggrovigliando in maniera inesplicabile. E’ del tutto evidente, quindi, che questi Comuni da soli non possono farcela e che lo loro comunità amministrate sono destinate a sopportare una condizione quasi irreversibile di declino che si traduce in mancanza di servizi, in aumento di spese, in una contrazione di diritti che deve essere in qualche maniera sanata.   Al momento non sembrano aver conseguito risvolti degni di nota gli appelli che, anche le associazioni di rappresentanza dei Comuni italiani, hanno rivolto ai vertici del Governo e agli organi parlamentari.    Eppure si tratta di una tematica di estrema attualità che comprende l’intero territorio nazionale e che, dunque, per essere affrontata in maniera propositiva e risolutiva deve ricevere la determinante attenzione dell’Esecutivo nazionale e delle Camere di rappresentanza democratica".

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         E ancora. "E’ palese, oltretutto, che non si tratta di rivendicazioni di parte in quanto il rischio di default amministrativo è trasversale ai Comuni guidati da forze e coalizioni politiche di colore diverso e, in definitiva, probabile e concreto.I Comuni, nonostante tutto, sono sempre e ancora oggi il primo baluardo e la prima controparte dei cittadini. Se si indebolisce la loro capacità di incidere sulla qualità della vita dei suoi abitanti si infligge un colpo mortale an che alla credibilità dello Stato che, non dimentichiamolo, è fra i maggiori responsabili dell’attuale situazione. I pesanti tagli ai trasferimenti, le drammatiche politiche di spending-review, il blocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni sono tutte concause decisive che hanno portato ad una fase di stallo che non potrà, ragionevolmente. in futuro che condurre al fallimento finanziario di molti Comuni. E’ assolutamente necessario, dunque, per tutte le ragioni sopra esposte che il Governo e il Parlamento nazionale provveda, al più presto, ad individuare soluzioni che nel garantire la corretta tenuta dei conti salvaguardi anche i diritti dei cittadini amministrati a ricevere servizi adeguati ed uniformi sull’intero territorio nazionale. In questo senso, inoltre, non dobbiamo assolutamente trascurare gli effetti che l’eventuale e nefasta approvazione di provvedimenti che ampliano l’autonomia differenziata delle Regioni del Nord potrebbe avere sul bilancio complessivo dello Stato e che, stante le proposte attuali in discussione, vedrebbe maggiormente contrarre la spesa per le Regioni meridionali e, di conseguenza, ancor di più proprio sui Comuni".

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