Reddito di merito, per Rifondazione Comunista "una misura elitaria e propagandistica"

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  17 aprile 2026 13:16

"Il Presidente Occhiuto ha annunciato con un video sui social l’introduzione del cosiddetto “reddito di merito” per gli studenti e le studentesse iscritte nelle università calabresi. Per il presidente è necessario incentivare gli studenti a restare a studiare in Calabria, così che non vadano a studiare fuori e vi restino anche dopo l’università.

Da quanto emerge dal protocollo d'intesa firmato mercoledì 15 aprile con gli atenei calabresi, il sussidio andrà da un minimo di 500 euro (media da 27 a 28) fino ad un massimo di 1000 euro (media oltre il 29). Oltre alla media, un altro requisito fondamentale è la regolarità del percorso di studi, che verrà monitorata per ben due volte all'anno. Ciò significa che si richiede non solo di effettuare gli esami entro l'anno accademico, ma proprio entro la fine dei singoli semestri. Inoltre, non ci saranno distinzioni di reddito nell’attribuzione del contributo, ma solo di “merito”. È doveroso mettere tra virgolette questo termine, ormai ampiamente usato dalla destra per giustificare il taglio dei fondi dedicati alla ricerca e all’istruzione, e per promuovere l’idea che solo i più “meritevoli” debbano essere premiati. Il presidente Occhiuto non ha evidentemente tenuto in considerazione tutta una platea di giovani studenti e studentesse che hanno difficoltà a pagare le tasse e ad essere in regola con gli esami, perché impegnati sia a lavorare che a studiare. Tant'è che, secondo le stime, questo incentivo riguarderà il 7-8% degli studenti, un numero che già di per sé rivela l'esclusività della misura.

Riteniamo che un provvedimento del genere non sia affatto sufficiente per limitare la “fuga dei cervelli” perché si configura come una misura elitaria riservata a chi ha già una situazione economica vantaggiosa alle spalle.

Inoltre, come riportato dagli stessi firmatari, il finanziamento di questo reddito in futuro sarà soggetto ad un'analisi statistica sul "comportamento di docenti e studenti", rendendo di fatto l'attuazione un'incognita di anno in anno. Dunque è possibile immaginare che si tratti solo di un provvedimento di natura temporanea, e che non agirà in alcun modo sulle condizioni di svantaggio sistemico che obbligano i giovani e le giovani a partire. Non possiamo non ribadire che la mancanza di una programmazione a lungo termine che garantisca la possibilità non solo di restare a studiare in Calabria, ma anche di rimanervi a lavorare, fa di queste misure una mossa essenzialmente propagandistica. Il reale benessere degli studenti e delle studentesse passa in secondo piano, e soprattutto si ripropone l’idea che solo attraverso l’impegno personale si possano ottenere dei risultati, quando in realtà è chiarissimo che le condizioni di partenza sono decisive in tal senso, e che una condizione svantaggiosa tende a condizionare il futuro percorso di studi, senza possibilità reale di emancipazione. Dalle dichiarazioni dei rettori e dello stesso Occhiuto emergono parole d'ordine agghiaccianti come "meritocrazia", "eccellenza", "classifica del top 10%", che rivelano una concezione della realtà estremamente preoccupante, oltre che privilegiata.

Come Rifondazione Comunista crediamo fermamente che ogni forma di sussidio che non prenda in considerazione il reddito rinforzi soltanto le condizioni di privilegio già esistenti e accentui le disuguaglianze. Il sistema universitario spesso lascia indietro tutti gli studenti e le studentesse che per motivazioni di natura economica non sono in linea con il pagamento delle tasse, bollandoli come “fuoricorso” e tagliando tutte le agevolazioni che si hanno invece per chi è in corso.

Inoltre, non si può non aggiungere che questo provvedimento non tiene in considerazione le studentesse e e gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, neurodivergenze o altre difficoltà cognitive e/o psicologiche, per i quali il percorso universitario richiede spesso tempi e modalità differenti.

A questi studenti e a queste studentesse non sarà attribuito alcun reddito di merito, e verranno lasciati indietro per l’ennesima volta da un’amministrazione che preferisce fare propaganda politica permanente piuttosto che garantire le condizioni per una reale libertà di scegliere se andare o restare".

Lo affermano Laura Gigliotti e Caterina Muraca di Rifondazione Comunista - Calabria.


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