Regionali. La cena al "Veliero" con Oliverio. Il Pd pronto ad espellere chi lo seguirà

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  24 ottobre 2019 18:09

di ENZO COSENTINO

L’altra sera il governatore della Calabria a bordo di un immaginario “Veliero” ormeggiato in una baia a sud di Catanzaro Lido ha incontrato una parte dell’equipaggio che lo supporterà nelle acque tempestose della prossima campagna elettorale soprattutto in provincia di Catanzaro. Quasi tutti “ufficiali di coperta” ed esperti di venti. Una decina di persone con patentino politico di scuola Pd. Tutti i membri di quell’equipaggio hanno voluto avere ulteriori assicurazioni che Mario Oliverio non si ritirerà dalla corsa per la presidenza della regione. L’ulteriore affermazione in positivo c’è stata ed è suonata più o meno così: "Non sarà di certo il diktat piovuto dalla segreteria nazionale e diffuso sul nostro territorio dal commissario Graziano a fermarmi dal proposito di ripresentarmi al voto dei calabresi. E’ il loro giudizio che conta per me sia sulla mia persona, sia sul mio operato istituzionale. L’ esperienza mi porta a dire di stare tranquilli perché abbiamo il vento in poppa". Non va giù ad Oliverio il metodo con cui il suo partito lo ha messo da parte per le regionali e neppure la storiella del rinnovamento. In effetti il Pd -diciamo questo per un senso di obiettività- una motivazione plausibile sull’accantonamento di Oliverio non l’ha mai resa. Potrebbe essere una ipotesi di motivazione quella secondo la quale il provvedimento possa essere legato ad un giudizio negativo sull’operato istituzionale del Presidente. Se così fosse il Pd partito di appartenenza di Oliverio ha la colpa maggiore dell’eventuale mal governo della Calabria perché non ha saputo (o forse voluto) trovare soluzione alternativa. Ed a proposito di soluzioni alternative il Pd, ne quello nazionale, ne tantomeno il Pd calabrese, ne ha poste sul tavolo. Dunque balle quelle secondo le quali il Partito dei dem il candidato di suo riferimento e fiducia lo ha ma è tenuto secretato. Altrimenti nella trattativa in corso con il suo socio di governo nazionale, il M5Stelle, e che sarà -si dice- perfezionata dopo il voto in Umbria (quindi fra pochi giorni)lo avrebbe messo sul “tavolo”. Invece per come stanno i fatti il Pd avrebbe dato via libera al movimento pentastellato di fare il nome del candidato di suo gradimento. Un nome circola con insistenza ed è quello dell’imprenditore Pippo Callipo se il personaggio deciderà di tuffarsi nell’avventura politica. E se dovesse saltare l’ipotesi Callipo perché non gradita al Pd? Toccherebbe allora al Pd e a quella porzione di centrosinistra che gli sta accanto fare il nome. Quanto a nomi nell’incontro al “Veliero” se ne sarebbero fatti diversi per le candidature al Consiglio in quella che sarà la lista del presidente per la quota spettante alla Circoscrizione di Catanzaro e Crotone. Si tratterebbe di personaggi che hanno avuto postazioni di primo piano nella vita del Pd locale. Per quanto concerne i posti in quota Catanzaro uno sarebbe riservato ad un professionista catanzarese del settore della sanità,l’altro ad un sindaco della zona jonica.  E su questo punto bocche veramente cucite.

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Il persistere della volontà di Oliverio di candidarsi comunque e guidare la coalizione di forze politiche e movimentiste di centrosinistra, ovviamente senza il simbolo del Pd, di fatto sancirebbe la fine di un idilio fra il Partito dem e il governatore. Circola negli ambienti del Pd ufficiale che in tal caso per Oliverio sarebbe pronto un provvedimento di espulsione. Provvedimento che verrebbe esteso anche a tesserati Pd in caso di candidature liste collocate in coalizioni non “benedette” dal Partito. Siamo nel campo di voci di ipotesi concettuali in circolazione nel mondo Pd in questa fase politica particolare e molto tattica.

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