




di GIOVANNA BERGANTIN
Il teatro come luogo d’incontro, capace di parlare a pubblici diversi, attraversare le generazioni e diventare parte della vita culturale della città. È questa l’idea che accompagna la nuova stagione 2026-2027 del Teatro Rendano e del Teatro dell’Università della Calabria, presentata nella Sala di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi. Dieci spettacoli al Rendano, sette al TAU e un programma che mette insieme opera lirica, prosa, danza e progetti speciali, con l’obiettivo di parlare anche a chi, a teatro, entra raramente.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Franz Caruso, il rettore dell’Unical Gianluigi Greco, Chiara Giordano e Fabio Scavo, insieme agli altri rappresentanti istituzionali e culturali coinvolti nel progetto. Al centro degli interventi, non soltanto il calendario degli spettacoli, ma il ruolo che il teatro può svolgere nella comunità e la possibilità di costruire un’offerta culturale condivisa.
Per il sindaco Franz Caruso, la nuova stagione rappresenta un’occasione per consolidare il percorso culturale di Cosenza, anche alla luce del riconoscimento ottenuto dal Ministero della Cultura. Il cartellone, nella visione illustrata durante l’incontro, non si esaurisce nella successione degli appuntamenti, ma punta a mettere in relazione istituzioni, artisti e pubblico. La collaborazione con l’Università della Calabria si inserisce in questa direzione, così come l’attenzione verso i più giovani e la necessità di rendere il teatro più accessibile, anche attraverso i costi dei biglietti.
Nel corso della presentazione, Fabio Scavo, rappresentante della Regione Calabria, ha illustrato Festival Calabria – Teatri in Città, il progetto regionale al via il 16 ottobre che coinvolge cinque città calabresi. L’obiettivo è mettere in rete teatri e programmazioni, coordinando l’offerta culturale e rafforzando la diffusione dello spettacolo dal vivo sul territorio. Un percorso pensato per valorizzare le realtà locali e raggiungere nuovi pubblici. Scavo ha portato anche i saluti del direttore generale regionale Roberto Cosentino. Durante l’incontro è stato inoltre indicato un finanziamento complessivo di 500mila euro destinato ai Comuni partecipanti, a sostegno delle iniziative previste dal progetto.
Il rapporto tra il Teatro Rendano e il Teatro dell’Università della Calabria è uno degli elementi centrali della stagione. Il primo, con la sua storia e la sua identità, resta un riferimento per la tradizione teatrale cittadina; il TAU è invece uno spazio legato alla ricerca, alla contemporaneità e alla vita universitaria. Il rettore Gianluigi Greco ha richiamato il valore di questa collaborazione, che mette in dialogo pubblici e sensibilità differenti. Da una parte gli spettatori che frequentano abitualmente il Rendano, dall’altra studenti, giovani e persone che possono trovare nel teatro universitario un primo punto di contatto con lo spettacolo dal vivo. La sfida è far sì che questi mondi non restino separati, ma si incontrino.
Tra i nuclei più significativi della stagione c’è la trilogia di Figaro, al centro del percorso operistico presentato da Chiara Giordano, direttrice artistica. Il progetto mette in relazione Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart e La mère coupable di Darius Milhaud, componendo un itinerario che segue l’evoluzione dei personaggi attraverso epoche e linguaggi musicali differenti. Durante la presentazione è stato sottolineato il coraggio necessario per sviluppare un progetto teatrale e costruire, attorno alla programmazione, un vero ecosistema culturale. Per La mère coupable è stata inoltre evidenziata la particolarità della proposta, presentata durante l’incontro come un’opera mai eseguita in Italia. Gli allestimenti punteranno anche sull’elemento visivo e sulle possibilità offerte dalla tecnologia. Le produzioni realizzate dal Rendano sono inoltre pensate per poter essere successivamente vendute ad altri teatri, con l’obiettivo di dare al lavoro produttivo una prospettiva.
La stagione si apre intanto con uno sguardo alla danza internazionale. Il 23 ottobre è in programma Una Noche con Sergio Bernal, incontro tra danza classica e flamenco. Il 31 ottobre sarà invece la volta di Il barbiere di Siviglia Ballet, con Artemis Danza e l’idea coreografica di Monica Casadei: una rilettura del celebre titolo rossiniano attraverso il movimento e il linguaggio del corpo.
Accanto agli spettacoli, il cartellone comprende iniziative pensate per allargare l’esperienza teatrale oltre la sala. Tra queste, Light Gala Young & Open, previsto il 18 novembre a ingresso gratuito, e Pillole di lirica in libreria, al museo, al caffè, che porta la musica in luoghi quotidiani e meno convenzionali. I Salotti culturali a Villa Rendano e A tavola con Rossini propongono altre occasioni di incontro tra cultura, conversazione e convivialità. Con il Biglietto sospeso si punta invece a favorire l’accesso agli spettacoli anche per chi ha maggiori difficoltà economiche, mentre il progetto Amici del Rendano vuole rafforzare il rapporto tra il teatro e la comunità che lo sostiene.
L’attenzione ai giovani attraversa non soltanto la scelta degli spettacoli, ma anche le modalità con cui il pubblico viene coinvolto. L’obiettivo è rendere il teatro più accessibile e vicino alla città, senza rinunciare alla qualità della proposta artistica.
Il cartellone 2026-2027 prova così a tenere insieme tradizione e sperimentazione, grandi titoli e iniziative diffuse, senza limitare il teatro al momento dello spettacolo. L’ambizione è farne un luogo più aperto, capace di uscire dalle proprie mura e trovare nuovi spettatori.
Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale del Teatro Rendano: https://www.teatrorendanocosenza.it/.
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