di GABRIELE RUBINO
Falsità materiale ed ideologica e truffa aggravata. Le ipotesi di reato formulate contro ventinove consiglieri comunali e cinque amministratori di ditte private che hanno ricevuto i rimborsi di danaro pubblico mettono a soqquadro il Comune di Catanzaro (LEGGI QUI). Un’inchiesta, annunciata da mesi (i blitz dei carabinieri della pg a Palazzo De Nobili sono stati numerosi e documentati), che deflagra proprio a metà della consiliatura (le ultime elezioni a metà 2017) e nel bel mezzo della campagna elettorale per le regionali. Le contestazioni si basano su numerosi documenti, i verbali di circa due mesi di attività delle commissioni consiliari.
Ci sono almeno due livelli di questa inchiesta che occorre tenere distinti. Da un lato la questione dei rimborsi alle ditte private, dall’altro le attività proprie nelle commissioni consiliari.
I RIMBORSI ALLE DITTE DEI CONSIGLIERI ASSUNTI COME DIPENDENTI- Il meccanismo dei rimborsi è previsto dal Tuel (aticoli 79 e 80). Si applica ai dipendenti privati. L’azienda chiede al Comune di ricevere una sorta di risarcimento perché il consigliere ha dovuto svolgere mansioni istituzionali invece della normale attività lavorativa. Il dipendente dimostra di essersi dedicato all’Ente pubblico e la ditta presenta al Comune (in questo) caso la fattura a titolo di rimborso. I casi del binomio consigliere-azienda sono quattro. Tommaso Brutto che sarebbe stato assunto solo formalmente come direttore amministrativo dalla Società Verdeoro (coinvolti gli amministratori: quello formale, Musielak Elzbieta, e quello di fatto, Carmelo Coluccio). La somma del presunto ingiusto profitto ammonta a 103.160,34 euro. I fatti risalgono al febbraio del 2015. Allo stesso schema si riconducono i rimborsi per Andrea Amendola in favore della società del fratello (Antonio), per un importo di 46.190,46 euro. Per Enrico Consolante formalmente alle dipendenze de “La Notifica srl” (indagata l’amministratore unico Sabrina Scarfone), il rimborso contestato è di 23.197,47 euro, mentre ammonta a 78.749,00 euro la somma sotto osservazione per La Rosa Salvatore Zoomarket (titolare La Rosa Salvatore) per la dipendenza fittizia di Sergio Costanzo
I VERBALI DELLE COMMISSIONI DEGLI ULTIMI DUE MESI DEL 2018- Gli stessi consiglieri dei rimborsi alle ditte private sono implicati assieme a tutti gli altri colleghi. Il periodo incriminato è quello di novembre-dicembre 2018. Guarda caso quando cinque consiglieri comunali sono diventati membri delle commissioni della Provincia di Catanzaro dopo le ultime elezioni dell’ente intermedio (del 31 ottobre dell'anno scorso). L’incrocio fra commissioni dei due enti è stato un grimaldello per trovare possibili incongruenze. Si sono “salvati” soltanto in quattro, si tratta del sindaco Sergio Abramo, del presidente Marco Polimeni e dei consiglieri Enzo Ciconte (non ha ricevuto alcun gettone) e Roberto Guerriero. Quest’ultimo ha preso le distanze dicendo di non partecipare da tempo alle commissioni perché non “qualificate e qualificanti. Non mi piaceva il contesto che si era venuto a creare". Va detto che Guerriero risulta presente in tre sedute di novembre 2018 della V commissione.
I "FALSI" VERBALI- Al Comune di Catanzaro non esiste la figura del segretario verbalizzante, dunque sono gli stessi consiglieri a svolgere il ruolo di presidente di una delle cinque commissioni esistenti che si occupano di redigere il verbale con presenze e oggetto della sessione. Praticamente, secondo le contestazioni, tutti si sarebbero messi d’accordo per far risultare nei verbali riunioni in realtà svolte in modo fittizio, o presenze “saltuarie” (una firma e via) giusto per accaparrarsi il gettone di presenza. Con questo "giochetto" si contesta un ammanco alle casse comunali di circa 22 mila euro negli ultimi due mesi dell’anno scorso. La vicenda era uno dei tormentoni di palazzo. È stato oggetto di numerose denunce pubbliche dell’associazione I Quartieri da circa un anno e mezzo.
In alcuni casi si tratta di cifre così modeste che viene da pensare sulla reale volontà dei singoli di truffare. Ma anche questo sarà oggetto di approfondimento da parte del sostituto procuratore Pasquale Mandolfino, al quale entro venti giorni ciascun indagato potrà chiedere di essere sentito per fornire la propria versione dei fatti. E solo alla luce di tali dichiarazioni il magistrato potrà decidere per chi andare avanti con una richiesta di rinvio a giudizio e per chi chiedere l’archiviazione.
Di seguito le somme contestate a ciascun consigliere:
Andrea Amendola 875,16
Antonio Angotti 1194,12
Demetrio Battaglia 385,20
Gianmichele Bosco 225,72
Tommaso Brutto 192,60
Francesca Carlotta Celi 924,48
Fabio Celia 269,64
Enrico Consolante 1224,54
Lorenzo Costa 539,28
Manuela Costanzo 1419,84
Sergio Costanzo 1001,51
Nicola Fiorita 192,60
Roberta Gallo 836,64
Francesco Gironda 875,16
Luigi Levato 885,96
Rosario Lostumbo 1070,46
Filippo Mancuso 462,24
Rosario Mancuso 985,32
Giovanni Merante 154,08
Antonio Mirarchi 1117,08
Libero Notarangelo 289,26
Giuseppe Pisano 1348,20
Agazio Praticò 1298,88
Giulia Procopi 330,48
Eugenio Riccio 558,90
Cristina Rotundo 949,50
Fabio Talarico 1062,36
Antonio Triffiletti 577,80
Antonio Ursino 567,00
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