Rinascita Scott. Il caso dei periti sbarca nell'aula bunker: "Una leggerezza parlare al bar con un imputato"

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images Rinascita Scott. Il caso dei periti sbarca nell'aula bunker: "Una leggerezza parlare al bar con un imputato"

  05 luglio 2021 16:44

Due versioni diverse ma culminate nella stessa conclusione: due periti del processo Rinascita Scott hanno chiesto di essere sostituti dopo il caso scoppiato una settimana fa. Nelle prossime ore deciderà il Tribunale presieduto da Brigida Cavasino, che comunque ha preannunciato che aumenterà il numero di perito così da velocizzare le operazioni tecniche. 

"Ho commesso una leggerezza". Francesco Nardone, di professione perito, confessa di aver avuto un colloquio che "avrei dovuto evitare". Il motivo per cui il professionista piomba nell'aula bunker di Lamezia Terme si allaccia alle dichiarazioni della settimana scorsa del procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, il quale ha denunciato al collegio del processo "Rinascita Scott" anomalie e conti non in ordine sui lavori peritali delle intercettazioni. Tra la stranezze, anche la presenza al tavolino di un bar di un perito con un imputato agli arresti domiciliari. Ragioni che ha spinto la Procura a chiedere chiarezza e l'aumento del numero dei periti. I tecnici sono stati interpellati su altri incarichi assunti con alcuni avvocati dello stesso processo.

Rinascita Scott. Gratteri shock in aula: “Perito del Tribunale al bar con un imputato agli arresti domiciliari”

"In maniera leggera ho avuto questo colloquio che avrei dovuto evitare, e solo quando il pm Frustaci mi ha informato del nome della persona con cui ho parlato ho capito di aver commesso una leggerezza”. Il tecnico ha messo in evidenza che “non ho avuto nessun tipo di richiesta di intervento sul mio lavoro, ed eravamo a 5 metri dall’aula dove erano presenti avvocati e forze dell’ordine. Inoltre non mi sono alzato di scatto e non sono fuggito, e se ci sono dei video non possono che darmi ragione. Ho già consegnato circa 7500 pagine, non meno di 120 ore di audio”.

Mentre sugli incarichi assunti da avvocati che compongono il collegio difensivo nel processo Rinascita Scott, il perito Walter Vercillo ha detto al Tribunale di aver accettato “solo un incarico che non è connesso né collegabile a questo processo” e che “in ogni caso è un incarico a cui posso rinunciare se il Tribunale vorrà”.
 
I periti hanno detto di non riuscire a dare tempistiche certe per il termine delle attività di trascrizione perché “abbiamo più volte chiesto di integrare i numerosi file audio mancanti – ha specificato il perito Vercillo – che non trovavamo nell’elenco disordinato, caotico, che ci è stato consegnato, a volte ci sono anche gli stessi progressivi indicati più volte. Continuo a chiedere di darmi la possibilità di ritirare i file mancanti, ma non ho mai avuto risposta. Se non ci sono file diventa difficile stimare quante ore audio mancano. Ci sono circa 6mila file mancanti su 20mila” ha detto in aula Nardone. Dicendo anche che “il quesito iniziale era diverso da quello posto ai primi periti (prima della nomina degli altri) ad esempio a loro era stato chiesto di trascrivere in doppia lingua, italiano e dialetto, cosa che a noi non è stata chiesta”. Mentre Vittorio Scullari ha chiarito che “avevo immediatamente comunicato che nei primi mesi il mio apporto, in termini strettamente di consegne, sarebbe stato limitato perché impegnato in pregressi incarichi, però ho già consegnato – il 30 giugno, quindi dopo la denuncia di Gratteri – 1300 pagine di circa 16 ore di intercettazione, e oltre 30 ore sono già trascritte e in fase di revisione”.


 

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