"Ritrovare lo stupore": la Solennità della Sacra Famiglia nell'omelia di monsignor Savino a Cassano

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  27 dicembre 2021 10:07

“Come tutte le famiglie, anche la famiglia di Nazareth ha vissuto l’esperienza del distacco che comporta l’allontanamento di un figlio dai genitori. Quando Maria e Giuseppe trovarono Gesù nel tempio, “restarono stupiti” ed espressero la loro angoscia: “tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”.

Nel corso dell’omelia tenuta dal vescovo della diocesi di Cassano All’Jonio, mons. Francesco Savino, per la celebrazione della santa messa, in occasione della solennità della Sacra Famiglia, nella Basilica Cattedrale, della città delle terme, in comunione con l’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia, presieduto da padre Godè Roger.

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“Anche nello smarrimento del figlio, essi si stupiscono: è lo stupore di fronte alla manifestazione graduale e progressiva del Figlio di Dio, è lo stupore che colpisce anche i dottori del Tempio “per la sua intelligenza e le sue risposte”. Cos’è lo stupore? È il contrario del dare tutto per scontato – ha evidenziato il presule -, della interpretazione degli avvenimenti secondo i soliti criteri. Stupirsi è aprirsi alla realtà per i suoi molteplici messaggi, è aprirsi agli altri comprendendo le ragioni degli altri. Urge che le famiglie, pur nelle tante difficoltà e fatiche, ritrovino lo stupore che consente di superare e oltrepassare le tante difficoltà. Quando si vivono momenti drammatici, è possibile rigenerarsi ripercorrendo la memoria delle cose belle e buone che si sono vissute e condivise, perché anche le ferite familiari diventino feritoie di grazia. Anche noi dobbiamo provare angoscia quando siamo lontani da Gesù.

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Eppure passano giorni, settimane – ha rimarcato -, talvolta anche mesi interi, senza pregare, senza leggere il Vangelo, senza avvertirne la necessità. Dimenticare Gesù, trascurare la relazione con Lui, non pregare, ci rende cristiani senza entusiasmo, incapaci di testimonianza. Mons. Savino ha invitato a pregare affinché le famiglie si affidino sempre al Signore che non si arrende mai davanti alle difficoltà e ci indica continuamente come ricevere il Suo amore per donarlo in reciproci gesti di sollecitudine, attenzione e cura.

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