"Personale stremato e turni impossibili: Occhiuto intervenga subito".
"La Casa della Salute di Lungro e, nello specifico, la sua RSA Medicalizzata, sono a un passo dal punto di non ritorno. Non possiamo più permettere che il diritto alla salute dei cittadini e la dignità dei lavoratori vengano calpestati da una carenza organica ormai insostenibile".
A lanciare l'allarme è Vincenzo Borrelli, già consigliere comunale e figura di riferimento politica del territorio, che si fa portavoce di una situazione drammatica documentata dalle denunce di medici, infermieri e sigle sindacali.
"Parliamo di una struttura fondamentale per il Pollino e l'Esaro – spiega Borrelli – che oltre a circa 15 posti letto di RSA Medicalizzata, ospita un centro dialisi d’eccellenza, PET, CUP e ambulatori specialistici. Eppure, la gestione medica della RSA è affidata a soli due medici a 36 ore e tre specialisti a 16 ore. Numeri che rendono matematicamente impossibile coprire i turni h24 previsti per legge, costringendo il personale a ritmi definiti dagli stessi operatori come 'strazianti'".
Il problema sollevato da Borrelli non riguarda solo la stanchezza fisica dei professionisti, ma ha risvolti amministrativi paradossali: "Le ore in più prestate per puro spirito di abnegazione non vengono autorizzate come straordinario, ma accumulate come recuperi futuri. È una bomba ad orologeria: nel momento in cui il personale dovesse giustamente usufruire di tali riposi, la struttura rimarrebbe letteralmente senza medici, portando alla chiusura del reparto per interruzione di pubblico servizio".
Borrelli ha già indirizzato una lettera formale al Presidente della Regione Calabria e Commissario ad Acta, On. Roberto Occhiuto, e al Commissario Straordinario dell'ASP di Cosenza, Dott. Vitaliano De Salazar, chiedendo un intervento immediato. "Il territorio ha creduto nel progetto di rilancio della sanità calabrese guidato dal Presidente Occhiuto – conclude Borrelli – ma Lungro non può essere lasciata sola. Chiedo il potenziamento immediato dell'organico con l'assegnazione di nuove unità mediche. Non è solo una battaglia politica, è un atto di giustizia per i pazienti fragili e per i professionisti che, nonostante tutto, continuano a presidiare il territorio con dedizione estrema. La RSA di Lungro non deve chiudere".